Crisi governo, Conte lascia e accusa: Salvini irresponsabile

“...mi impongono di interrompere qui questa esperienza di Governo”. Sono le 22:00 quando Conte rientra a Palazzo Chigi, 445 giorni dopo quel 1° giugno 2018 che aveva visto nascere il Governo giallo-verde. Giuseppe Conte è il Presidente del Consiglio dimissionario, come annunciato al Senato. A Palazzo Madama il Premier arriva pochi minuti prima delle 15:00, contestato dai supporter leghisti e salutato con calore da quelli 5 Stelle. Nell'emiciclo saluta la compagine della Lega che ha trovato posto nei banchi del Governo, quasi interamente occupati dal Movimento. E poi stringe la mano a lui, Matteo Salvini, prima di cominciare un discorso durissimo proprio nei confronti del Ministro, che siede alla sua destra, colpevole di aver aperto una crisi di Governo in maniera irresponsabile. Lo tocca quando evoca quel 8 agosto in cui il Vicepremier Premier leghista ha scelto di sfiduciare il suo Governo per interessi personali. “Permettetemi di dire che il Ministro dell'Interno ha mostrato di inseguire interessi personali e di partito. I comportamenti adottati in questi ultimi giorni dal Ministro dell'Interno - mi assumo tutta la responsabilità di quello che affermo - rivelano scarsa sensibilità istituzionale e grave carenza di cultura costituzionale”. Ribalta, Conte, l'accusa mossa dal Carroccio di un Movimento 5 Stelle diventato “Governo del no”. Così si è messo in dubbio - dice - anche l'attività dei vostri Ministri. Lo chiama “Matteo” prima di affondare ancora. “Non abbiamo bisogno di persone, di uomini con pieni poteri, ma di persone che abbiano cultura istituzionale e senso di responsabilità”. E' poi la volta del caso Russia, con la doppia accusa di non essersi presentato in Senato e di non aver voluto condividere le informazioni in suo possesso. E poi quell'invasione di competenze nei confronti di altri Ministri, di cui quel tavolo con i sindacati e le parti sociali convocato al Viminale è solo l'apice. Non ha gradito - dice Conte - neanche quell'accostamento agli slogan politici dei simboli religiosi. Gli episodi li chiama di “incoscienza religiosa”. Quasi un'ora di discorso che è una lama verso il suo Vicepremier. Ascolta tutto il dibattito, poi riprende la parola. In quelle quattro ore la Lega ha ritirato la mozione di sfiducia nei suoi confronti. Non basta al Premier avvocato, che rilancia: a Salvini è mancato il coraggio. “Se c'è mancanza di coraggio, non vi preoccupate, me l'assumo io di fronte al Paese che ci guarda”. Pochi minuti dopo è davanti a Mattarella. Una ventina di minuti di colloquio con il Capo dello Stato che chiudono la giornata del Premier dimissionario.


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