Da Ue ultimatum a Italia su conti pubblici

Il termine è fissato al 1° febbraio. Entro quella data il Governo italiano dovrà indicare, secondo la Commissione europea, quali misure intende adottare per correggere i conti pubblici dello 0,2 per cento del PIL; una correzione pari a circa 3,5 miliardi. La richiesta è ora nero su bianco nella lettera inviata da Bruxelles al Ministero dell’economia. Per evitare l’apertura di una procedura per deficit eccessivo, si legge nel documento, l’Italia dovrà indicare impegni specifici sufficientemente dettagliati e un calendario chiaro per la loro rapida approvazione. I contatti con Bruxelles proseguono e il Governo per ora non si sbilancia. Se, come e quando intervenire verrà deciso nei prossimi giorni fanno sapere fonti di Via XX Settembre. Dal Ministero si spiega che l’Esecutivo esprimerà la propria posizione rispondendo alla lettera e inviando il rapporto sui fattori rilevanti che giustificano la dinamica del rapporto deficit PIL e si ricorda che proprio la stabilizzazione del rapporto tra debito pubblico e PIL è un risultato straordinario se si considera la recessione e la dinamica anche di altri Paesi. Davanti a questo quadro le opposizioni, però, chiedono chiarimenti a gran voce. Forza Italia sollecita il Governo a riferire in Parlamento. La Sinistra critica l’ex premier Matteo Renzi per l’impostazione della manovra. Lo stesso fanno i 5 Stelle. Lontano dal dibattito politico è il Presidente della Repubblica Mattarella. In visita ad Atene, ricorda, però, la necessità che l’Unione utilizzi lo stesso rigore richiesto sui conti su questioni come l’immigrazione. Lo stesso impegno – dice il Capo dello Stato – ci sia per favorire crescita e occupazione.


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