Di Maio: negozi chiusi per le feste

Il Movimento 5 Stelle mette in chiaro subito: non è una provocazione, ma una proposta precisa. Luigi Di Maio rilancia la sua proposta partendo dal testo approvato alla Camera tre anni fa. Tutte le famiglie devono riposare, questo il rilancio grillino, anche quelle che posseggono o gestiscono esercizi o attività commerciali. Dunque, negozi chiusi nei giorni delle principali festività e famiglie più unite. Questa è la ricetta del Movimento, che ritorna deciso contro la liberalizzazione delle aperture dei negozi che fu decisa dal Governo Monti. Una stretta alla liberalizzazione era già stata votata dalla Camera tre anni fa con una maggioranza ampia e trasversale: PD, Forza Italia e Movimento 5 Stelle, con l’astensione della Lega. Si stabilivano sei giorni di chiusura obbligatoria per negozi e supermercati, scelti da ogni singola impresa tra le dodici festività base, cioè quelle individuate dalla legge, come – ad esempio – l’Epifania o il 25 aprile. La legge, però, si è fermata al Senato, dove non si è rimessa insieme la stessa maggioranza. Ecco il rilancio di Di Maio, proprio nei giorni dello shopping di fine anno, tanto da ricevere le reazioni positive della Chiesa e delle associazioni dei piccoli commercianti. Dobbiamo arrivare alla chiusura in tutti e dodici i giorni di festa, dice il candidato premier. Contrari alla proposta gli operatori della grande distribuzione e molti settori politici, a cominciare dal centrodestra, che lamentano: “Un provvedimento così strozzerebbe la ripresa dei consumi”. L’iter della legge ha poche, se non nulle, chance di arrivare ad un voto entro la fine della legislatura, che si chiude fra poche settimane. Fra biotestamento, manovra, pausa natalizia e scioglimento delle Camere, il calendario è già fitto e praticamente blindato.


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