Fine vita, reazioni dal mondo politico che si spacca

Le polemiche non mancano e sono nette le divisioni dopo la sentenza della Consulta sul fine vita. Spaccata la politica; nel dettaglio il fronte grillino guarda avanti “Prendiamo atto con estremo favore la sentenza della Corte Costituzionale, che non esitiamo a definire storica. Spetta ora al legislatore dare seguito con coerenza alle indicazioni della Consulta” il messaggio dai 5 Stelle. E se da molte parti viene invocata la massima convergenza, a prescindere dall'appartenenza politica, i Presidenti delle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera hanno chiarito che la sentenza sarà esaminata quanto prima. Insomma, i partiti di maggioranza, almeno sulla carta, hanno tutta l'intenzione di accelerare, ma la scrittura della legge è ancora in alto mare. Resta più complesso il discorso dentro il PD, anche se il centrosinistra saluta con favore il pronunciamento della Corte, dicendosi pronto a mettere mano alla legge. Da +Europa si parla di vittoria del diritto e della Costituzione. Io credo che siamo di fronte a una vittoria del diritto, della Costituzione e ad un avanzamento delle libertà individuali nel nostro Paese. Sarà comunque necessario un lavoro del Parlamento, sarà comunque necessario un lavoro parlamentare che vada a disciplinare tutta una serie di aspetti, che evidentemente la sentenza della Corte non può disciplinare. La questione di legittimità su cui la Corte Costituzionale è stata chiamata a decidere, riguardava l'articolo 580 del codice penale che punisce l'istigazione o l’aiuto al suicidio, e nel duro confronto politico è di tutt'altro avviso la Lega a cominciare da Matteo Salvini: “Il suicidio per legge non lo approverò mai” ha dichiarato il segretario del Carroccio. Per Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, la sentenza della Corte Costituzionale è una doppia sconfitta: “È una sconfitta per la politica e il Parlamento”. Che lo Stato e le leggi debbano regolamentare la tua libertà di dire “Voglio porre fine alla mia vita” è un precedente che diventa pericoloso.


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