La Lega toglie la parola Nord dal simbolo

Via la parola “Nord” dal nome del partito: più una modifica nei termini che nella sostanza. Matteo Salvini conferma che il suo partito ha ambizioni di governo a livello nazionale e, dunque, avrà un simbolo a livello nazionale e si chiamerà solo Lega. Su questo – ha confermato Salvini – l’intero Consiglio federale è d’accordo. Dunque, dopo la virata autonomista della scorsa settimana, che ha accostato i due governatori leghisti Maroni e Zaia alla voglia di maggiore autonomia delle Regioni che governano, ora il segretario del Carroccio chiarisce la linea politica e precisa che la Lega si presenterà in tutti i collegi e in tutte le città d’Italia. E su questo – ha confermato Salvini – il partito è assolutamente allineato. Eppure, all’indomani del referendum, qualche dubbio era sorto, quando il governatore del Veneto, Luca Zaia, aveva avanzato l’idea di chiedere per la sua Regione lo statuto speciale, trattenendo di fatto tutte le tasse sul territorio. Un progetto ben diverso da quello di Maroni, che invece parla di trattenere la metà del residuo fiscale, e soprattutto un progetto in deciso contrasto con la linea nazionale del segretario. Evidentemente la riunione del Consiglio federale è servita anche per chiarire queste idee e soprattutto quelle del partito, che adesso deve pensare alle elezioni politiche della prossima primavera e al rinnovo dei vertici di Palazzo Lombardia. Salvini, a margine del Consiglio federale, ha poi fatto un appello al Presidente della Repubblica perché sciolga il prima possibile le Camere, subito dopo la manovra economica, in modo – ha precisato ancora Salvini – che si possa votare già a gennaio o a febbraio.


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