Rubligate, Procura ricostruisce i contatti con Savoini

Come spesso accade nelle inchieste, se gli indagati non parlano sono i loro smartphone o dispositivi informatici a svelare particolari e circostanze importanti. Davanti ai PM milanesi, Gianluca Savoini al centro Rubligate, indagato per corruzione internazionale, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ma la memoria delle chat di WhatsApp e l'esame dei tabulati del suo cellulare documenterebbero diversi contatti telefonici intercorsi tra lui, il Vicepremier Salvini e altri uomini della Lega nei giorni al centro dello scandalo, in particolare attorno a quel 18 Ottobre scorso, quando Savoini all'ormai famoso incontro Metropol di Mosca, trattava con i russi per una compravendita di petrolio, che avrebbe dovuto garantire, attraverso uno sconto di almeno il 6%, su un affare da 1 miliardo e mezzo di dollari, soldi al Carroccio per le europee. Questo, secondo indiscrezioni, avvalorerebbe la tesi che Savoini a quel tavolo era seduto come uomo della Lega. L'indagine punta adesso a chiarire la questione cruciale: ma Savoini, uomo della Lega, trattava l'affare con i russi per conto di qualcuno? E se sì, di chi? Anche per questo si punta a far luce sulla cena svoltasi sempre a Mosca, la sera precedente all'incontro al Metropol. Tra i presenti assieme a Savoini c'erano tra gli altri il Vicepremier Salvini, i vertici di Confindustria in Russia e Claudio D'amico, Consigliere del leader della Lega. Non è escluso che nei prossimi giorni gli inquirenti possano decidere di ascoltare alcuni dei partecipanti a quella cena. “Non ho mai preso un rublo, vado all’estero per far politica, non per fare accordi commerciali” ha ripetuto anche nelle ultime ore, Salvini, riferendosi all'inchiesta milanese che intreccia, sullo sfondo di un presunto affare milionario, personaggi importanti a persone alla ricerca di soldi facili perché in serie difficoltà economiche.


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