Stop all'emendamento per l'abolizione dei vitalizi

Fermi tutti. Arriva lo stop all’emendamento sui vitalizi, ovvero il provvedimento parcheggiato a Palazzo Madama dal 27 luglio scorso che avrebbe dovuto ricalcolare la pensione degli ex parlamentari rimasti immuni dalla legge del 2012. In pratica, l’idea era quella di far valere anche per loro le regole che riguardano tutti gli altri cittadini, cioè fare in modo che anche le loro pensioni venissero calcolate in base ai contributi versati e non tenendo conto solo del reddito degli ultimi anni di vita lavorativa. Ma di che numeri e di che cifre, in termini di spese, stiamo parlando? Ebbene, sono 2.600 i parlamentari coinvolti, tra deputati e senatori, per un costo annuo di 200 milioni di euro, così ripartiti: 135 milioni per Montecitorio, 78,7 per Palazzo Madama. Inutile dirvi l’insostenibilità, in termini di costi, di tale metodo. Solo nel 2016 i vitalizi degli ex parlamentari hanno avuto un costo superiore di circa 150 milioni di euro rispetto ai contributi versati. Una anomalia che verrà mai sanata? Difficile rispondere. Se in questo caso l’ostacolo è il vaglio dell’ammissibilità in Commissione bilancio della Camera, quello vero e più difficile da superare rimane il principio di incostituzionalità di una norma che retroattivamente andrebbe ad intaccare i loro diritti già acquisiti.


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