Terrorismo, in Italia preoccupano i lupi solitari

L’allarme resta alto. L’Europa continua ad essere a rischio attentati. A dirlo sono gli 007 italiani, messo nero su bianco nella relazione sulla politica dell’informazione sulla sicurezza. Un documento non classificato, ora a disposizione del Parlamento, che rappresenta la fotografia più aggiornata dei rischi che corre il nostro Paese, ma anche delle strategie messe in campo per neutralizzarli. Alle minacce, già conosciute, come quella dei foreign fighters, si sommano con sempre maggiore pericolosità quelle che corrono sulla rete. A loro vantaggio sistemi informatici complessi, a volte più avanzati di quelli a disposizione degli stessi Governi, con cui realizzare crimini di ogni genere o alimentare estremismi. I foreign fighters restano in cima alla lista delle preoccupazioni, trovando nei Balcani il loro rifugio una volta rientrati dai territori di guerra. “Così come non dobbiamo ignorare queste minacce, non dobbiamo certo agitarle per suscitare paure ingiustificate. Sarebbe un pericolo altrettanto grave”. Il rischio di infiltrazioni nei flussi migratori non si può azzerare, anche se pare non esistere una strategia dell’Isis su questo fronte. Ciò che veramente preoccupa è la persistente difficoltà a censire i potenziali terroristi che si hanno in casa, compresi quelli che hanno raggiunto, per poi tornare, Siria ed Iraq. “A nostro avviso, la minaccia che ci riguarda continua a essere sempre focalizzata intorno a quelli che vengono definiti ‘attori solitari’ o coloro che si auto-radicalizzano”. Intanto il Daesh guarda a garantirsi un futuro. Sempre più bambini vengono militarizzati e cresciuti nel segno della sharia. Sono i cosiddetti “leoncini del Califfato”, l’ipoteca futura al progetto del Califfato stesso. Tra le pericolosità emergenti entra anche il cambiamento climatico, trasformazioni che alimentano povertà e disagio economico, creando terreno fertile per chi intravede nel fanatismo la via del riscatto.


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