Salvini riceve ringraziamenti da Orban

29 ago 2019

In piazza per dire no a questo Governo. Nuove vecchie opposizioni si uniscono contro il nuovo Governo Conte, non ancora costituito. Giorgia Meloni ha dato appuntamento in Piazza Montecitorio il giorno della fiducia, che sarà presumibilmente la prossima settimana. Matteo Salvini si è preso un po' più di tempo e ha annunciato due appuntamenti: il primo a Pontida, il 15 settembre; il secondo in piazza a Roma, il 19 ottobre. “E' in corso un furto di democrazia! Questo è! Una minoranza della minoranza litigiosa e sconfitta a tutte le ultime elezioni sta cercando di rientrare dalla finestra dopo che gli italiani li hanno cacciati dalla porta e l'unico collante non sono i progetti, le idee, le infrastrutture, la scuola, la giustizia, le tasse, le riforme, l'unico collante sono le poltrone!” Anche Silvio Berlusconi ha espresso la sua preoccupazione per lo scenario che si sta profilando, che ha definito pericoloso. Matteo Salvini ha annunciato di non partecipare alle consultazioni con il premier incaricato Conte e in uno degli ultimi giorni da Ministro dell'Interno ha ricevuto la lettera del Presidente ungherese Viktor Orban, che lo ha ringraziato per la collaborazione nella difesa dei confini. “Noi ungheresi - scrive Orban - non dimenticheremo mai che lei è stato il primo leader dell'Europa occidentale a volere impedire il flusso incontrollato di immigrati in Europa attraverso il Mar Mediterraneo.” Ma la battaglia di Salvini contro il nuovo Governo Conte si giocherà soprattutto nei palazzi e, in particolare, nelle Commissioni, perché ancora per un anno non si possono cambiare i Presidenti di Commissione e la Lega ne ha 11, 6 al Senato e 5 alla Camera, alcune anche di peso, come quella al bilancio, presieduta da Claudio Borghi. Un Presidente di Commissione ostile può dare molto fastidio. Tutto questo rischia di essere fondamentale in fase di approvazione della manovra e dei decreti collegati perché il Presidente può decidere sull'ammissibilità degli emendamenti e stralciare norme incoerenti per materia o tipologia.

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