Amministrative, pareggio tra centrodestra e centrosinistra

10 giu 2019

Un pareggio secondo l'assetto rispolverato dalla Seconda Repubblica: sette città al Centrodestra e altre sette al Centrosinistra. La cartina dell'Italia uscita dalle urne è la fotografia di un bipolarismo vecchio stile, prima che l'ascesa del grillismo sparigliasse le carte. Sette capoluoghi di provincia conquistati o confermati per l'alleanza Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia, altrettanti che hanno consegnato le chiavi del municipio al PD e ai suoi alleati. Con un solo comune a cinque stelle, Campobasso, e con Avellino conquistato da liste civiche di Centrosinistra, il dato politico è che i sindaci della Lega fanno breccia in tradizionali bastioni della Sinistra come Ferrara e Forlì, e i leghisti eleggono il loro primo cittadino in un capoluogo del sud, Potenza. Il PD si consola con il ritorno a casa a Livorno, dopo la parentesi a cinque stelle, e difende Reggio Emilia e Cesena dall'avanzata del Carroccio. Il suo leader, Matteo Salvini, esulta per aver colorato di verde alcune città dell'Emilia Romagna, con l'Opa vincente dei suoi candidati. “Abbiamo raccolto qualche elemento in più per commentare i dati di queste elezioni amministrative straordinarie, eccellenti”. L'affermazione a Campobasso per Luigi Di Maio non è sufficiente per brindare. Le città non sono trofei; il Movimento non può illudersi che con una vittoria singola sia tutto a posto. Serve una organizzazione che preveda ruoli, responsabilità e progetti. Nel Centrodestra, però, Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, snobba Forza Italia e fa sapere che la coalizione è vincente se è trainata dalla Lega e dal suo partito. Giovanni Toti, Governatore ligure forzista, che sprona gli Azzurri a cambiare marcia, ribadisce: “Mi sembra che si confermi un trend nazionale, dove il Centrodestra va bene, è una coalizione che tiene, che va assolutamente stabilizzata e riequilibrata”. Nel PD il trauma innescato dall'avanzata leghista nelle città rosse non viene sottovalutato. “Sono ferite sulle quali occorrerà riflettere e capire come reagire” ammette Nicola Zingaretti, che però rilancia: “L'alternativa a Salvini è possibile, ed è rappresentata dal PD e dal nuovo Centrosinistra”. “Per gli elettori di Centrosinistra, Salvini e la Lega sono percepiti come il principale pericolo, quindi questo dato è un dato che non mi meraviglia particolarmente”.

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