Banca popolare di Bari, Di Maio: Bankitalia da riformare

22 dic 2019

"Il silenzio di Bankitalia su Banca Popolare di Bari è imbarazzante". Non Usa giri di parole il ministro degli esteri Luigi Di Maio, che in una lunga intervista al Sole 24 Ore si chiede se in via nazionale, abbiano fatto abbastanza per evitare che si arrivasse al commissariamento dell'Istituto di Credito barese. "Una banca non fallisce da sola", continua il ministro, che da Bankitalia, se non proprio le scuse, si sarebbe aspettato almeno un po' di autocritica. Ora sarà la politica a correre ai ripari con i 900 milioni già stanziati dal Governo, in parte destinati alla nuova Banca Pubblica per Investimenti e stando vicino ai risparmiatori traditi. Ma per il futuro Di Maio invoca una riforma che dia maggiori poteri al Parlamento nella scelta dei vertici della Vigilanza. Sul fronte giudiziario, intanto, i magistrati baresi, continuano a muoversi in più direzioni. Nei prossimi giorni dovrebbero chiarirsi i contorni del filone d'inchiesta, anticipato ieri dal quotidiano la Repubblica, sui rapporti tra i vertici dell'Istituto e la Vigilanza di Bankitalia. Il reato ipotizzato sarebbe la corruzione; tra gli indagati ci sarebbe l'ex presidente Marco Jacobini, per 30 anni padre padrone di Banca Popolare di Bari. Molto più chiaro invece lo scenario delineato dall'inchiesta sul crac del Gruppo Fusillo di Noci, cui la banca avrebbe contribuito, continuando a erogare credito. Sotto inchiesta in questo caso sono finiti l'ex AD Giorgio Papa, il figlio dell'ex Presidente, Gianluca Jacobini e Nicola Loperfido, responsabile della direzione crediti. L'accusa è di concorso in bancarotta fraudolenta.

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