5500 seggi in tutta Italia, 20000 mila volontari ed urne aperte dalle 8.00 alle 20.00 di domenica 26 febbraio. Questa è la macchina delle primarie PD, un partito al bivio, le due strade sono quelle che i candidati Stefano Bonaccini contro Elly Schlein indicano chiare nelle loro mozioni. Un partito di sinistra, laburista, popolare a vocazione maggioritaria è quello proposto dal governatore dell'Emilia Romagna. Un partito di lotta, basato su diritti e giustizia sociale, al centro di un campo progressista è quello immaginato invece dall'ex europarlamentare. Il rush finale si apre con una certezza: i due non faranno ticket, come nella Regione, dove uno era il Presidente e l'altra la Vice. Il ticket non ha senso, dice Elly Schlein, per la quale è finito il tempo del partito patriarcale che vede le donne bene nei ruoli di Vice. Stefano Bonaccini è sulla stessa lunghezza d'onda "Se vincerò, chiederò a Elly di dare una mano" e poi dice "Decideremo insieme quale sia il modo migliore". Il primo round, quello dei circoli ha visto prevalere nettamente Stefano Bonaccini con oltre il 50% dei voti, quasi 20 punti di distacco dalla Schlein ma i gazebo in piazza possono scrivere un finale diverso. Ed è per questo che la candidata, sostenuta da gran parte del gruppo dirigente uscente spera che vadano a votare oltre un milione di persone.























