Bonetti a Sky TG24: Italia apripista su parità di genere

22 giu 2021

"Ecco, 7 miliardi entro il 2026 per tentare di ridurre le disparità, questo diceva Draghi." "Draghi ha certificato che accanto a quella visione, a quella strategia, tra l'altro la prima strategia per la parità di genere, c'è un assunzione di responsabilità molto forte e autorevole, che ha rappresentato con grande chiarezza in questo meeting internazionale, in questo video, e questi 7 miliardi, quelli che iniziano ad arrivare con Ursula von der Leyen oggi, sono indirizzati ad attivare un processo finalmente irreversibile per colmare il divario di genere nel nostro paese. E il Presidente lo ha detto chiaramente, non è solo una questione di giustizia, non è una concessione che noi stiamo dando alle donne, è un atteggiamento di investimento, di coraggio, di futuro, è riconoscere che liberando le energie femminili nel nostro Paese mettiamo in campo la miglior strategia possibile per ottimizzare il risultato per tutti, non farlo sarebbe non solo ingiusto, ma miope, dice il presidente Draghi, e questo è vero. Quindi questi 7 miliardi sono investiti negli asili nido, sono investiti nell'educazione nelle materie scientifiche o tecnologiche, sono investiti per le imprese femminili, per la certificazione femminile, abbiamo per la prima volta introdotto negli appalti pubblici regole di condizionalità e premialità proprio per promuovere la presenza delle donne e dei giovani nel mondo del lavoro. C'è una decisione, una leadership che l'Italia sta esercitando anche a livello internazionale, per la prima volta una conferenza ministeriale sulle pari opportunità, sull'empowerment delle donne si terrà nell'ambito del contesto del G20, significa che l'Italia da fanalino di coda dei dati in Europa sulla partecipazione femminile al mondo del lavoro, si colloca invece al primo posto come apripista sulla strategia, invece sulla parità di genere." "Allora lo dico chiaramente: c'è il rischio, al di là di quelli che sono gli impegni così importanti, ma c'è il rischio che questo Paese culturalmente continui ad essere resistente rispetto a tutto ciò di cui stiamo parlando?" "No, il fatto che il Paese sia resistente, eh direi un dato di fatto, perché in fondo se noi facciamo mente locale su quello che è stata la scelta della nostra democrazia 75 anni fa, è una scelta profondamente paritaria, anche rispetto alle donne insomma il frutto di quel lavoro di quelle donne che sono entrate, quasi veramente 75 anni fa proprio in questi giorni, nell'Assemblea. I dati poi non hanno reso ragione, lo ha ricordato il presidente Mattarella, è un cammino che ancora in divenire, però un cammino iniziato e adesso è un cammino che riceverà un impulso che invece io penso romperà, romperà questo soffitto di cristallo, di questa resistenza culturale e lo dico perché colgo i segnali di un Paese che è pronto per farlo, e non solo perché abbiamo un Premier che dice quello che ha detto, non solo perché c'è una profonda consapevolezza trasversale in tutte le forze politiche, ma perché c'è un Paese, che non solo lo chiede, ma lo sta proponendo. Ecco è un'alleanza nuova che credo porterà a brevissimo i suoi primi frutti.".

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