Bufera nei Cinque Stelle dopo l'attacco di Di Battista

02 ott 2020

Dici Udeur e già ripassano davanti suoni e simboli di una politica che fu e che forse è ancora. Il lungo viaggio dentro l'arrivederci di Alessandro di Battista aggiunge a una nuova tappa, critica. "Se il movimento va avanti così, diventa come l'Udeur" ha detto. E pensare a un Di Maio come a un nuovo Mastella, al ruolo dei 5 stelle come quello di portatori d'acqua e i voti parlamentari a un governo guidato da altri, a un centrosinistra riesumato, con o senza trattino, diventa quasi un riflesso automatico. Ma i corsi e ricorsi storici si fermano qui. L'invettiva di Dibba arriva nel mezzo della legislatura che segna per il movimento il massimo del successo, all'inizio, e il massimo della confusione proprio ora. Partito di governo e di lotta alle prese con gli stati generali, una volta si chiamavano Congresso, che non arrivano ancora, il dibattito fra le correnti e le schermaglie dei leader, un'identità che vacilla, il ruolo di Casaleggio e Grillo sempre più indecifrabile. Lo stesso di Maio tenta di troncare e sopire le polemiche: "ce la faremo con l'aiuto di tutti" scrive in un post "in otto anni abbiamo superato altri momenti difficili", ma non basta. Perché per una Lezzi che dice "io sto con Di Battista, ci stiamo omologando" c'è un Brescia che risponde "non siamo poltronari, non si deve destabilizzare". Più che l'Udeur, sussurra qualcuno, sembra la vecchia DC, ma assai più fragile. E anche la potenza tecnocratica di Rousseau scricchiola sotto il peso della crisi. "In assenza di una serie di entrate, siamo costretti a ridurre alcuni servizi fino a dicembre", comunicano questo i responsabili della piattaforma legata strutturalmente al Movimento, che poi chiamano in causa deputati e senatori per far rispettare a tutti gli eletti le regole di sostentamento del sistema, ovvero il contributo di 300 euro al mese. L'unica certezza in questo momento sembra la durata di questa legislatura, che ha portato a Montecitorio e a Palazzo Madama, più di 300 parlamentari a 5 stelle. Si andrà a votare alla scadenza naturale nel 2023 a meno che l'Udeur non faccia scherzi, ma quelli erano altri tempi.

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