Salta contributo di solidarietà contro caro bollette

03 dic 2021

Non era probabilmente neanche più di tanto nelle sue corde, ma la proposta di Draghi di un contributo di solidarietà da parte di chi guadagna di più per provare a ridurre il prezzo delle bollette era una sorta di mano tesa ai sindacati, ai quali non piace né la manovra, né l'accordo sul fisco. Questa volta però il potere persuasivo del Premier di fronte al muro del centrodestra e di Italia Viva, accompagnato dal silenzio dei 5 Stelle si è dissolto nel mezzo di un Consiglio dei Ministri, prima sospeso, poi chiuso con un nulla di fatto. "È stata una proposta del Premier Draghi, quella di un contributo di solidarietà per le fasce di reddito più alte, però poi in realtà si è trovato, di cui si è discusso anche al tavolo di maggioranza, poi in realtà sembra siano stati reperiti ulteriori fondi da parte del MEF e ovviamente è assolutamente lodevole voler contrastare questo rincaro delle bollette che va a colpire tutte le famiglie, tutte le imprese". Per Forza Italia quel blocco dello sconto Irpef per i redditi al di sopra dei 75.000 euro, nient'altro era che una patrimoniale mascherata. Per la Lega quella mossa avrebbe danneggiato tanti per fruttare poco più di 250 milioni di euro, una cifra che spalmata sui rincari dell'energia non si sarebbe nemmeno notata. A favore più per il principio solidaristico che non per l'impatto PD e LEU, con i 5 Stelle che hanno fatto da spettatori per paura che la discussione, se tirata troppo a lungo, finisse poi per toccare il reddito di cittadinanza. Alla fine si torna al punto di partenza, a quell'accordo di maggioranza che chiude ai sindacati. "Noi abbiamo dall'inizio chiesto al Governo di affrontare in modo complessivo la riforma del fisco. La politica ha scelto altro. La politica ha deciso di intervenire su una rimodulazione delle aliquote IRPEF che crea alcuni effetti, secondo noi, inaccettabili". Non manca però la sorpresa finale, dalle pieghe del bilancio per il caro bollette spuntano comunque 300 milioni di euro, più dell'ipotizzato contributo di solidarietà. Ora si attende l'emendamento che dovrà anche raccogliere le istanze che le forze politiche hanno presentato a Draghi nelle consultazioni one-to-one di questa settimana, in cambio del quale dovrebbero essere ritirate le migliaia di richieste di cambiamento depositate dalle stesse forze di maggioranza. Ma dovrà essere scritto bene, in modo tale che ognuno dei partiti di Draghi possa dire di aver portato a casa qualcosa.

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