Casa ex ministro Trenta, indaga procura militare

18 nov 2019

“Un'indagine conoscitiva per accertare con esattezza i fatti”, la Procura militare spiega così l'apertura del fascicolo sulla vicenda riguardante l'ex Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta che, dopo aver concluso il suo incarico governativo, non ha ancora lasciato l'abitazione in centro città che le era stata assegnata ad aprile. A ricostruire il caso “Il Corriere della Sera”, al quale la Trenta ha prontamente risposto “Sono molto arrabbiata. Questa storia mi porterà danni. È evidente che ormai sono sotto attacco”. L'ex Ministro spiega che quell'appartamento è stato assegnato in maniera regolare al marito, un Maggiore dell'Esercito e che non ha motivo per lasciarlo, anzi ha bisogno di una casa grande e idonea, visto che, dice, “Continuo ad avere una vita diversa, di relazioni e di incontri”. Inoltre su altra testata precisa di pagare un affitto da 540 euro al mese. Parole e scelte che non hanno mancato di suscitare polemiche anche in seno ai 5 Stelle, cui la Trenta appartiene e che, per opportunità, la invitano a uscire da quell'abitazione. “Se il marito, in quanto militare, ha diritto ad un alloggio, può fare domanda e lo otterrà”, dice Luigi Di Maio. La questione da chiarire, d'altronde, è soprattutto questa, cioè se effettivamente sussista questo diritto, considerato anche che la Trenta ha già un'altra abitazione al Pigneto. “Al momento non ci sono né indagati né notizie di reato”, precisa il Procuratore militare, “ma, appunto, solo un atto dovuto per verificare i fatti”. Anche il Sindacato dei militari si è però mosso, presentando un esposto, in questo caso alla Procura di Roma.

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