Caso Palamara, Mattarella: non intendo sciogliere il Csm

30 mag 2020

Sergio Mattarella è consapevole della gravità scoperchiata dal caso Palamara, ma non intende sciogliere il Csm perché sarebbe una valutazione discrezionale. Il capo dello Stato non vuole entrare a gamba tesa nel dibattito politico, con il rischio di condizionare chi è chiamato a giudicare in sede penale e disciplinare. Mattarella affida ad una nota la sua posizione sulla vicenda delle presunte relazioni pericolose, instaurate dal magistrato romano per tirare i fili delle nomine e delle carriere di alcune toghe ed esprime grave sconcerto e irritazione per quella che bolla come una degenerazione del sistema correntizio e l'inammissibile commistione tra politici e magistrati. Sollecitato a più riprese dalla Lega sulla vicenda, dopo che dalle chat di Luca Palamara sono spuntati i giudizi di condanna per l'operato dell'ex ministro dell'interno, Matteo Salvini, il presidente della Repubblica torna ad invocare la riforma del Consiglio superiore della Magistratura per restituire appieno l'ordine giudiziario, il prestigio e la credibilità incrinati. Per il ministro della giustizia, Alfonso Bonafede, ancora una volta Mattarella indica la strada migliore e la maggioranza ha trovato un primo accordo su una bozza che stabilisce le modalità di elezione dei rappresentanti delle toghe nell'organo di autogoverno della Magistratura, con un sistema a doppio turno col ballottaggio e nomine ispirate al merito per gli incarichi ai vertici degli uffici giudiziari. Soddisfatto il leader del Carroccio Matteo Salvini, per la condanna presidenziale del vaso di Pandora, di cui regista sarebbe Palamara e anche Forza Italia applaude. "Con le sue parole il presidente Mattarella dà un senso di speranza alla giustizia italiana", afferma Antonio Tajani, "serve la riforma del Csm per ridare credibilità all'intero ordinamento giudiziario".

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