Cei su Italicum: la politica non ha fatto il suo mestiere

26 gen 2017

La CEI non ha dubbi e il suo giudizio è severo: la politica non ha fatto il suo mestiere, per quello è dovuta ricorrere alla Consulta per avere una sentenza sulla legge elettorale. A dirlo, al termine dei lavori del Consiglio permanente dei vescovi, è monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della CEI: “Mi pare che sia sotto gli occhi di tutti. Noi abbiamo due leggi elettorali che sono entrambe frutto dell’intervento della magistratura. Non è un fatto normale che la magistratura detti tempi e modi all’amministrazione. Non è normale quando deve intervenire la magistratura per dire se una legge va bene o non va bene e quando deve dire che non va bene. Vuol dire che chi ha fatto quella legge, con molta probabilità non ha fatto bene il suo mestiere”. E dai vescovi arriva un altro richiamo alla politica: le elezioni non diventino una giustificazione per non occuparsi dei problemi reali del Paese: “A noi come Chiesa sta bene che le elezioni si facciano oggi, domani o dopodomani. Ma l’importante è che tutte queste realtà non siano un diversivo, perché le elezioni possono essere anche un diversivo. Guai se strumenti che sono stati dati per migliorare la vita di una nazione vengono strumentalizzati per altro”. E anche se Papa Francesco ha indicato di non giudicare il neopresidente Trump prima di vederlo concretamente all’opera, Galantino una cosa accetta di dirla, a proposito dell’affermazione di Trump che contro il terrorismo la tortura funziona benissimo: “Non penso che il terrorismo si vinca con altro terrorismo, perché alla fine la tortura diventa anche questo”.

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