Chiara Appendino, bilancio di fine mandato

14 set 2021

"Si da un voto in questi cinque anni da sindaca?" "No, non spetta a me farlo. Posso dire che è insomma, siamo impegnati, giorno e notte, per cercare di risolvere e dare risposte alla città e a partire da, insomma, problemi strutturali come la liberazione di occupazioni di anni, campi rom. Credo di aver lasciato una città migliore sicuramente di quello che ho ereditato". "Quanto Movimento 5 Stelle c'è stato in questi 5 anni?" " Beh, c'è stato un Movimento 5 Stelle che ha vissuto un percorso di cambiamento, lo vediamo anche a livello nazionale che è entrato nelle istituzioni, prima faceva opposizione, ha iniziato a governare e sicuramente la seconda parte del mandato, quella in cui mi riconosco di più. Anche perché sono arrivati i risultati del duro lavoro fatto nei primi anni e penso che sia un Movimento che vuole assumersi la responsabilità e l'onere del Governo. Ad esempio penso al fatto che abbiamo risanato un bilancio che lasciamo, finalmente pronto, per fare nuovamente investimenti e che però, da anche un'impronta importante su ambiente, sui diritti, sul sociale, dove abbiamo cambiato radicalmente la città". "Cosa significa fare la sindaca di una grande città?" "È un onore straordinario. Significa caricarsi sulle spalle tantissimi problemi, ma significa anche poter vivere come ho vissuto io, in questi in cinque anni, il contatto con le persone, che è una delle cose più belle. Io continuo oggi a pensare che sabato mattina la spesa al mercato, cosa che ho sempre fatto in questi cinque anni da sindaca, sono uno dei momenti più belli di confronto con la città e i suoi cittadini". "E perché non si è ricandidata allora?" "Beh lo sapete perché non mi sono ricandidata. È stata una scelta molto sofferta, dovuta a questioni giudiziarie. Ci sono dei principi di coerenza che devono valere anche su se stessi e io avendo subito una condanna in primo grado, su cui ho fatto appello, ritenevo giusto fare questa scelta di coerenza. Ripeto purtroppo non sempre i tempi della politica, coincidono con i tempi della giustizia". "Le piacerebbe fare la ministra?" "Avevo detto di no a fare il ministro due anni fa. Quindi avessi voluto fare il ministro, l'avrei fatto 2 anni fa e quindi sono contenta della mia scelta di aver fatto il sindaco e di portare a termine questa sindacatura".

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