Razzismo, Segre stupita da astensione centrodestra

01 nov 2019

Sono stata vittima dell'odio. Prima lo stupore e poi l'amarezza per quei 98 senatori che si sono astenuti. Astenuti di fronte alla sua proposta di istituire una Commissione contro l'odio, gli hate speech e la discriminazione razziale. Prima firma di Liliana Segre, che a 13 anni, fu deportata ad Auschwitz, numero di matricola 75 190. Sopravvissuta oggi ad 88 anni senatrice per caso, come ama definirsi, guarda quei 98 senatori di Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia non prendere nessuna posizione. Una ferita per lei. Non ci si può astenere dalla lotta al razzismo, dice la Segre, che avverte: "credevo che la stagione dell'odio fosse finita, invece adesso si può riscrivere la storia, perché quando una democrazia è fragile si possono ripetere gli errori del passato", ammonisce. Una scelta che rappresenta una ferita anche dentro Forza Italia. Molti senatori e deputati, a cominciare da Mara Carfagna, hanno espresso perplessità e contrarietà di fronte alla scelta di Silvio Berlusconi di far astenere il suo partito. Il leader oggi in una lettera al giornale spiega "non si può mettere in dubbio la nostra radicale contrarietà ad ogni forma di antisemitismo, vecchio e nuovo, ma noi siamo liberali, il divieto di incoraggiare, propagandare, praticare il razzismo non può", scrive Berlusconi, "intaccare la libertà di opinione". Nello specifico i dubbi del centrodestra a trazione leghista si appuntano sul passaggio della mozione che per Matteo Salvini e Giorgia Meloni, sa di censura e pensiero unico. Non c'è ancora nessuna definizione normativa di hate speech, infatti, dei discorsi che seminano odio. Ma nel testo c'è scritto che il termine copre tutte le forme di incitamento e giustificazione dell'odio razziale, anti islamismo, anti gitanismo, discriminazione verso minoranze o immigrate, sorrette da nazionalismo aggressivo.

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