Confronto governo-Cts su possibili riaperture

23 mar 2021

Il governo continua a confrontarsi quotidianamente con la gestione delle strategie di contrasto al virus, sul tavolo del vertice tra Mario Draghi, Franco Locatelli, Brusaferro, il ministro della salute Speranza, le prossime misure anti covid che dovranno essere applicate dopo il 6 aprile, quando scadrà il decreto attualmente in vigore. Necessario individuare quale strada intraprendere, soprattutto quali tempi rispettare, secondo il ministro dell'economia Franco si potrebbe ipotizzare un calendario delle riaperture già da dopo Pasqua, andare verso un rallentamento dei divieti che possa riportare gradualmente alla normalità, ma il comitato tecnico scientifico spinge per la proroga delle misure almeno fino a metà aprile, il tempo necessario per arrivare ad un reale raffreddamento della curva. Anche la scuola al centro del dibattito con una parte del Governo che spinge per le classi fino alla prima media anche nelle zone rosse e tecnici impegnati nella valutazione dei rischi. Altro tema quello dei vaccini, l'approvvigionamento avallato e un'omogenea distribuzione dall'altro, i due nodi da sciogliere. L'arrivo di 1 milioni di dosi Pfizer servirà sicuramente a ripartire di slancio, ma il divario creato dei recenti tagli delle forniture non sarà facile da colmare. Per questo il Governo è al lavoro, in pressing anche sulla Commissione europea affinché le case farmaceutiche rispettino le prossime consegne. Dobbiamo accelerare sulla campagna di vaccinazioni a livello europeo, i contratti sono stati firmati dalla commissione europea con le case farmaceutiche e ben vengano tutte le azioni che chiedono alle case farmaceutiche di rispettare i patti. Le regioni poi non si stanno muovendo tutte allo stesso modo, alcune sono rimaste indietro sulla vaccinazione degli over 80 e il Governo chiede un cambio di passo, anche dall'opposizione un appello affinché il sistema si velocizzi. A me stupisce sentire come se fosse una cosa talmente normale e che tutto ciò comporta 2, 3 mesi di ritardo sul piano di marcia, ma 2 o 3 mesi di ritardo, con 400 morti al giorno, lascio fare i conti a chi ci ascolta. Si ragiona su una piattaforma comune di supporto alle regioni per le prenotazioni che possa omogeneizzare il piano di distribuzione su tutto il territorio nazionale, forze armate e difesa pronti a lavorare insieme ai governatori per arrivare all'obiettivo dichiarato dallo stesso esecutivo di raggiungere entro un mese la quota del 500000 somministrazioni al giorno.

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