Conte bis, i nodi legati alla giustizia

06 set 2019

Il dossier tra quelli sul tavolo del Governo Conte bis è dei più spinosi, non foss'altro perché col precedente alleato intorno ai temi legati alla giustizia, c'era stata scarsa unità d'intenti e di visioni, per usare un eufemismo, tanto che poco più di un mese fa, ma politicamente un'era geologica, i due ex alleati erano a un passo dalla rottura proprio sulla riforma della giustizia targata Bonafede, bollata da Matteo Salvini come acqua fresca. Dopo giorni estenuanti, alla fine l'allora Consiglio dei Ministri gialloverde aveva dato il via libera al disegno di legge delega di riforma della giustizia con la formula "salvo intese". Al centro del braccio di ferro nei mesi reiterato, la riforma del processo penale e in particolare quella della prescrizione, e da qui che il Guardasigilli, è uno dei pochi Ministri a fare il bis, dovrà ripartire con i nuovi alleati del Partito Democratico, proprio dal nodo della prescrizione a cui peraltro già l'ex ministro Orlando aveva messo mano. La cosiddetta legge "spazza corrotti" entrata in vigore a gennaio e fortemente voluta dal Movimento Cinque Stelle, prevederebbe il blocco dell'orologio che cancella i processi dopo il primo grado di giudizio, questione che non era mai andata giù alla Lega e non solo, che aveva fatto slittare l'entrata in vigore della legge nella sola parte legata alla prescrizione al 1° gennaio 2020. Ma l'intera legge, celebrata da alcuni, era stata criticata da altri che avevano ipotizzato profili di incostituzionalità. Le questioni aperte restano tante: dalla tagliola prevista dalla riforma per le indagini troppo lunghe, alla riforma del processo civile. Al momento il programma Movimento Cinque Stelle PD indica solo alcune priorità, come la riduzione dei tempi della giustizia e la riforma dell'elezione del Consiglio Superiore della Magistratura, organo reduce peraltro da un vero e proprio terremoto interno.

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