Conte incassa fiducia al Senato, ma il sentiero è stretto

20 gen 2021

È un sentiero stretto, strettissimo quello che attende Giuseppe Conte. La maggioranza è relativa, cioè di 156 voti, con tanto di pasticcio finale sulla conta su un margine che permette la sopravvivenza del Governo, ma non ne semplifica la vita. Non bastano i senatori a vita, non bastano i transfughi di Forza Italia, non bastano gli ex grillini per colmare il vuoto di Italia Viva. Renzi e i suoi saltano la prima chiama, facendo scattare la paura di un no all'ultimo per far saltare il banco. Ma alla fine si accontenta di lasciare il cerino acceso nelle mani di Conte. Al premier tocca ora a trovare il modo di rafforzare la maggioranza e mantenere le promesse rinnovate a Palazzo Madama, rimpasto, legge elettorale proporzionale, patto di fine legislatura. Tre mosse con le quali spera di raccogliere altri compagni di viaggio e Italia Viva che parla di scambio di poltrone, solo per restare in sella risponde così. Voi parlate sempre di poltrone, di poltrone. Quando sento questa parola io penso, lo dico anche ai cittadini che ci ascoltano, io non mi vergogno di dire che stiamo seduti su queste poltrone. Secondo me non è importante dire non sono interessato alla poltrona, ma dire essere interessati a star seduti con disciplina e onore. A stretto giro dovrà salire al Quirinale per informare il capo dello Stato. L'ipotesi più probabile è che chieda tempo per perfezionare una nuova intesa di Governo per poi forse dimettersi e pilotare il tutto verso un Conte ter. Schema di gioco in divenire che si abbina alla difficoltà di governare però il presente. La maggioranza non è autonoma, su molte commissioni parlamentari e senza Italia Viva si rischia la paralisi totale. Per questo c'è chi punta ad un riavvicinamento nonostante le chiusure. Scelta la strada dell'aggressione e degli attacchi mediatici, avete iniziato a parlare fuori e non più dentro una volta scelta la rispettiamo, però, permetteteci di dire che forse non è la scelta migliore nell'interesse del Paese. Fine del primo round, ma per l'esecutivo la partita vera comincia adesso. Sta proprio nel capire se e come potrà governare il Paese.

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