Conte: Pil indietro di 20 anni, serve sforzo corale

04 giu 2020

Giustizia e burocrazia subito. Sono queste le riforme che il governo intende realizzare per rilanciare l'Italia. Un recovery plan necessario perché il Pil metterà le lancette indietro di vent'anni, tornando ai livelli di inizio millennio. Un passo indietro che per essere recuperato, dice il Presidente del Consiglio Conte, ha bisogno di uno sforzo corale. Con l'arrivo di questa crisi, che peraltro è la terza dal 2009, il Pil del nostro Paese tornerà ai livelli del 2000. Abbiamo quindi il dovere, il dovere tutti insieme di uno sforzo corale per recuperare questo ventennio perduto. Questi sono annunci che rimandano al futuro per nascondere però un presente deludente, secondo Lega e Fratelli d'Italia che vedono un Governo dal bazooka scarico. Il capo del Governo Conte, intanto, traccia la strada delle prossime settimane. Sulla riforma della giustizia civile e penale, chiede la convergenza di tutte le forze in Parlamento, sulla pubblica amministrazione, annuncia un intervento a tutto tondo, drastico se si tratta di tagliare la burocrazia. In questo scenario il segretario del Pd Zingaretti, vede un pericolo: la rabbia. La paura non è più solo quella del virus, ma quella di non farcela, dice il numero uno del Pd che chiede di riaccendere l'economia, l'unica risposta necessaria a placare il fuoco della protesta. La protesta politica dell'opposizione è veemente invece, quando si parla di collaborazione istituzionale che il Governo predica, ma senza mai aprire a spazi reali di confronto con Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia. Uno mi deve dire, al di là degli appelli del Presidente del Consiglio, che sono sicuramente televisivamente molto efficaci, dove sia questa disponibilità al confronto del Governo. Io ho addirittura chiesto, la settimana scorsa, di fare via streaming le riunioni tra il governo e le opposizioni. Se si guarda appena più in là rimane in sospeso il tema della scuola. L'emergenza ha fatto scoprire la didattica a distanza, ma da settembre assicura il governo, si tornerà in classe, sempre che i numeri lo permettano.

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