Conte si prepara al voto di fiducia in Parlamento

16 gen 2021

È consapevole che non sarà una passeggiata. Ma a chi glielo fa notare Giuseppe Conte, ostenta sicurezza. Lavora sul suo intervento di lunedì non un cahier de doléance verso chi lo ha tradito, ma discorso proiettato al futuro e il presente e il lancio del Paese e di quello che ormai considera il suo progetto politico. Lui al centro, aggregatore di forze riformiste e di centrosinistra. Tutto il resto, Renzi incluso, fuori. I responsabili che dovrebbero farlo rimanere in sella vanno e vengono nella girandola di voci, incontri e meline avvelenate, ma lui si dice sicuro che alla fine ci saranno e avranno un profilo politico inappuntabile. Un modo per rispondere anche i timori di chi Partito Democratico in testa, sa per esperienza che in queste cose fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio. Non a caso tocca al PD fissare un principio, aldilà dei numeri assoluti bisognerà misurare la capacità di Governo. Un conto è porsi il tema in una condizione in cui il Governo continua a lavorare e può, diciamo così affrontare i prossimi passaggi, puntando a rafforzarsi e un conto invece affrontare i prossimi passaggi senza un Governo. Renzi torna a farsi sentire e crea scompiglio, dicendosi pronto a discutere di tutto, senza veti. Un'apertura che subito dopo però condiziona nuovamente al Mes, annunciando poi l'astensione in aula. Un tira e molla dettato dalla convinzione che in realtà la partita sia ancora aperta. Da quel che mi risulta, i 161 non li hanno, dopodiché se li hanno auguri al nuovo Governo e auguri a tutti noi, perché penso che non ci sia stato quel passaggio necessario invece di una riqualificazione dell'azione politica che è quella che noi abbiamo chiesto. Zingaretti conferma il suo giudizio. Renzi è inaffidabile, ieri come oggi, Di Maio lo segue a ruota. Non vedo su quali presupposti e con quale spirito si possa tornare indietro, per cui avanti con la conta, prima della quale non potrà esserci alcun cambio di gioco.

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