Coronavirus, Grecia riapre solo a metà italia: è polemica

31 mag 2020

Il rischio c'è, inutile girarci intorno. Dal 3 Giugno bisognerà gestirlo. Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, non nasconde la sfida. Da quella data, infatti, l'Italia riapre i propri confini interni e le sue porte ai cittadini dell'Area Schengen. Non così, però, faranno 23 Paesi in Europa, a cominciare dalla Grecia che chiederà a chi arriva da Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna di osservare una quarantena di 14 giorni. "Non si giustificano atteggiamenti punitivi. La nostra situazione è migliore della media europea" sottolinea il Ministro della Sanità, mentre quello degli Esteri, Luigi Di Maio, sentirà il suo omologo greco e sarà ad Atene nei prossimi giorni. Su tutte le furie il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. Io lo trovo assolutamente allucinante. Mi chiedo gli operatori greci cosa pensino in questa fase, perché i turisti non è che vengono loro da noi, siamo noi che andiamo da loro. Quindi sappiano che non ci vedono più, punto. Perché è inevitabile, no? Sul fronte interno la divisione tra governatori sulla scelta di ripartire tutti insieme sembra ancora più netta. Penso che aspettare una settimana e arrivare anche in Lombardia un numero di contagi molto ridotto darebbe sicurezza a tutta l'Italia e forse si potrebbe riaprire, io penso, con maggiore tranquillità. Le famiglie italiane sanno stare attente. Io direi che riaprire i confini con quella sana attenzione, per cui in Italia ti puoi muovere, che non è solo un fatto di turismo, ma anche un fatto di circolazione... basta che si è quel giusto attenti. A Roma e nel Lazio dove, seppur di poco, i casi sono tornati in aumento, c'è grande preoccupazione in Regione per la Stazione Termini, dove vanno e vengono senza sosta treni sull'asse Roma-Milano, e gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino. Saranno quelli i punti d'attenzione, nella speranza che non diventino i punti deboli di questa strategia. La decisione di aprire le porte, tutte, sembra essere stata presa. Ora inizia la fase più delicata della partita contro il virus, quella della convivenza forzata.

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