Coronavirus, Speranza al Senato: "Non abbassare la guardia"

14 lug 2020

Dentro questo cammino considero rilevante il dibattito parlamentare di oggi. Un confronto è certamente necessario per riflettere sullo stato di evoluzione della pandemia in Italia e nel mondo e per ascoltare le valutazioni e le indicazioni che il Parlamento vorrà esprimere sulle prossime decisioni da adottare. Questa nostra discussione per me non è mai semplicemente un atto dovuto nel rispetto di una norma, ma una possibilità vera per favorire una corretta dialettica tra Governo e Parlamento, tra maggioranza ed opposizione, come ha auspicato autorevolmente più volte il nostro presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È con questo spirito che in premessa, prima delle opinioni e delle proposte, voglio partire dalla realtà, dai fatti. Purtroppo, nel corso di questa terribile pandemia abbiamo tragicamente imparato che la realtà, i fatti, non sempre coincidono con i nostri desideri e spesso prendono sentieri imprevedibili. Pochi numeri, la loro sequenza, sono quasi sempre più chiari ed espliciti di 1000 parole. Il 31 maggio, quando l'Italia era già nella fase di uscita dal lockdown, nel mondo avevamo 5.934.936 contagiati e 367.166 deceduti. Oggi, a distanza di poco più di 40 giorni, i contagiati hanno superato la soglia dei 13 milioni, sono dunque più che raddoppiati e i deceduti oramai sono tragicamente ben oltre il mezzo milione. Di fronte a questi dati, a questi numeri impietosi, è del tutto evidente che non possiamo abbassare la guardia. Non dividiamoci su questo, vi prego, anche nella comunità scientifica si dibatte, legittimamente, dinanzi ad un virus che è e resta nuovo, ma nessuno, lo ripeto, nessuno, dice che non bisogna mettere le mascherine, che non bisogna rispettare la distanza minima di un metro e che non bisogna rispettare le norme igieniche, a partire dal lavaggio frequente delle mani. Tre semplici regole, ma essenziali, che possono farci gestire questa fase di convivenza col coronavirus.

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