Costa a Sky TG24: "Su richiamo Pfizer intervenuto Cts"

12 mag 2021

Abbiamo avuto qui da noi il direttore medico di Pfizer che a proposito del loro vaccino, il vaccino Pfizer, la cui seconda dose va data dopo 21 giorni, così come prevede il bugiardino, così come loro l'hanno pensato e prodotto quel vaccino, ci ha detto va somministrata la seconda dose in quel tempo lì, cioè dopo 21 giorni. La decisione che ha preso il Governo è stata un'altra: è a 42 giorni. Come la giudica? Perché mi pare che su questo non ci sia un'apertura al cambiamento, cioè quindi a tornare indietro ai 21 giorni. "Ma io vorrei chiarire innanzitutto che, ovviamente, siamo di fronte non a una scelta politica ma a una scelta che la politica fa sulla base di quelle che sono le valutazioni medico-scientifiche e vorrei ricordare che.." Però ha parlato proprio il direttore medico di chi il vaccino l'ha fatto, Sottosegretario, e ha detto quella cosa lì. Vogliamo fare che la sentiamo un attimo, Sottosegretario? Gliela faccio riascoltare così poi dopo ragioniamo su quello che ha detto, sentiamo. "Il vaccino è stato studiato per una seconda somministrazione a 21 giorni, quindi, noi dati su un più lungo range di somministrazione al momento non ne abbiamo se non nelle osservazioni di vita reale come è stato fatto, per esempio, in UK. Sicuramente questa è una decisione, una scelta, una decisione fatta dal Comitato tecnico-scientifico che ha delle sue basi e osserveremo, osserviamo quello che succede. Io, come direttore di Pfizer, dico, atteniamoci a quello che è stato fatto negli studi clinici quindi la somministrazione a 21 giorni perché questo garantisce i risultati che sono stati poi.. che hanno permesso l'autorizzazione". Sottosegretario direi che le parole della dottoressa Marino sono inequivocabili. "Sì, tra l'altro sono parole che, a mio avviso, non aiutano a fare chiarezza perché se continuiamo a dare messaggi non univoci e chiari rischiamo di ingenerare un rapporto, un sentimento di confusione da parte dei cittadini. Detto questo la scelta di posticipare a 42 giorni la seconda dose è una scelta che è stata fatta sulla base di pareri espressi dal Comitato tecnico-scientifico che, a sua volta, si è rifatto a pareri, a confronti con l'EMA, l'ente certificatore europeo per quanto riguarda l'autorizzazione dei vaccini, quindi, ripeto, noi continuiamo su questa scelta perché è una scelta che è supportata da pareri medico-scientifici ed è supportata anche dall'ente regolatore EMA in questo caso. Quindi, ripeto.." "Senta, Sottosegretario, mi permetta di fare un inciso, non per fare l'avvocato difensore di Pfizer che non ne ha bisogno. Lo hanno fatto loro il vaccino e dicono questa cosa qui sulla base di dati, loro altri dati sull'efficacia del vaccino a 42 giorni non li hanno, quindi chiaramente non li hanno messi a disposizione, quindi probabilmente è una valutazione, mi faccia dire, politica, no? Di opportunità per estendere e per ampliare la platea delle persone che possiamo vaccinare in questa fase. Non è scientifica la scelta. "Beh, non c'è dubbio che posticipare la seconda dose ci permette, ovviamente, una maggior rapidità nella somministrazione e della copertura di cittadini per quanto riguarda la prima dose. Però vorrei sottolineare: guai a pensare che questa sia stata una scelta presa dalla politica in autonomia. Una scelta che la politica, certamente, ha preso ma sulla base di, voglio dire, posizioni scientifiche prese dal Comitato tecnico- scientifico, in accordo con EMA, l'ente regolatore del farmaco europeo. Quindi, ripeto, c'è una base scientifica che sta, voglio dire, alla base della scelta politica. Poi, ripeto, la posizione di Pfizer, ci mancherebbe, è giusto rispettarla, loro è vero che hanno fatto il vaccino ma è vero che il loro vaccino è stato comunque certificato dagli enti regolatori quindi un parere scientifico è stato dato da EMA prima e da AIFA dopo. Quindi, ripeto, siamo nell'alveo di una scelta che certamente ci aiuta nel piano vaccinale ma è una scelta che è stata fatta sulla base di motivazioni e valutazione scientifiche".

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