Covid, Draghi difende la stretta sui viaggi in Italia

15 dic 2021

Alla vigilia del Consiglio Europeo Draghi vede al Quirinale il presidente Mattarella e poi va in Parlamento. Spiega quanto sia determinante vaccinarsi per mantenere il nostro paese nella condizione attuale e cioè aperto e senza lockdown e rivendica anche subito, replicando indirettamente alle perplessità arrivate da un portavoce della Commissione Europea, l'iniziativa di misure più stringenti per i cittadini stranieri che arrivano in Italia. "Abbiamo una situazione relativamente favorevole perché da noi i casi di variante Omicron sono meno dello 0,2%, per cui si è pensato di attuare la stessa pratica che si usa oggi per i visitatori che provengono dal Regno Unito quindi un tampone. Non credo che ci sia molto da riflettere su questo." Quindi nessun passo indietro sull'obbligo per chi entra in Italia di tampone se è vaccinato, di 5 giorni di quarantena se non lo è. Del resto se la situazione attuale è migliore nel nostro paese rispetto ad altri è per via dell'impegno profuso per la campagna vaccinale e per le scelte di rigore fatte sulle misure di contenimento, fa capire Draghi, quindi è su questa strada che il Governo intende continuare con il ringraziamento pubblico al generale Figliuolo e partendo da una considerazione. "Ci siamo ripresi questa normalità al prezzo di più di 134.000 morti. Noi vogliamo difendere e difenderemo questa normalità con le unghie e con i denti." E poi arrivano altri due chiari messaggi all'Europa. In questo contesto non è realistico pensare che il patto di stabilità resti com'è, torna a ribadire Draghi, ma sarà anche necessario cambiare regole come quella che mette il veto agli aiuti di Stato.

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