Covid, prime mosse del governo Draghi, resta linea rigore

22 feb 2021

Un Consiglio dei Ministri alle 9:30 del mattino. Nessuna conferenza stampa, invece un comunicato stampa che spiega le misure appena varate in tema di covid. Questo l'asciutto stile comunicativo con cui il Governo Draghi inizia il suo cammino nella gestione della pandemia nel giorno in cui il Presidente del Consiglio sente al telefono anche la Merkel per parlare degli ultimi sviluppi in vista del Consiglio UE. Quanto alla sostanza, il decreto legge prevede la proroga del divieto di spostamento fra regioni anche gialle fino al 27 marzo e in più anche il divieto di visita, perfino ai congiunti, nelle zone rosse. La linea, quindi, resta quella del rigore e anche lo schema dell'Italia colori è confermato. - Che ci sia una preoccupazione sulle varianti, è inutile che stiamo a discuterne, è ovvio che ci sia una altrettanta attenzione e mi pare di poter dire che il sistema sta funzionando, il sistema di controllo, di intervento rapido. - Al momento chi invoca meno restrizioni resta dunque a bocca asciutta. Ma il confronto fra aperturisti e rigoristi c'è stato anche in Consiglio dei Ministri. Il tema delle aperture di ristoranti e locali dopo le 18, su cui FDI invita a votare il suo emendamento, in maggioranza viene rilanciato dalla Lega con Salvini, che va a dare la sua solidarietà ai ristoratori che manifestano davanti a Montecitorio. - Nessuno chiede di tornare a ballare in 500 in discoteca, ma avere 30 persone lontane, a pranzo e a cena nello stesso ristorante è più sicuro che non rinchiuderne 20 in un appartamento. - Quindi i ministri della Lega si batteranno per questo? - Assolutamente sì. In parallelo c'è la questione dei vaccini. Il titolare dello sviluppo economico Giorgetti giovedì incontra Farmindustria per parlare della produzione in Italia e il segretario del PD Zingaretti avverte: - Dovremo spingere affinché le case farmaceutiche, anche quelle con il brevetto, anche con delle indennità, però, permettano la produzione industriale del vaccino anti covid in tutti i siti industriali che possono produrre vaccini.

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