Cyber risk, giovani ambasciatori contro il bullismo

07 feb 2020

Gli adolescenti, i social, l'abuso, il fenomeno del mondo virtuale e le insidie che si nascondono in rete al centro del progetto del Moige. Giovani ambasciatori contro il bullismo e il cyber risk. Sotto la lente d'ingrandimento la cosiddetta generazione Z, giovani tra i 5 e i 22 anni abituati a vivere quotidianamente un fenomeno di reale astrazione. La rete assorbe totalmente la vita dei ragazzi, creando, secondo la ricerca condotta dall'Università Europea di Roma, un'ansia da connessione e una dipendenza reale da like, la necessità di essere riconosciuto dalla rete. Il Moige cerca l'aiuto dei ragazzi, formando dei giovani ambasciatori, per creare una comunicazione più semplice e immediata. “Responsabilizzare i giovani, giovani ambasciatori, renderli giovani ambasciatori, significa anche creare le premesse per aiutare i compagni in difficoltà, per parlare il loro linguaggio. Voi parlate forse molto più di noi adulti, siete molto più efficaci nell'azione, perché parlate il linguaggio dei vostri compagni. E questa è la modalità migliore per rendere consapevoli tutti e per contrastare l'indifferenza”. Si tratta di un cambio d'epoca. Nasce l'esigenza di intervenire su una generazione nativa digitale che deve imparare a relazionarsi anche e soprattutto al di fuori della rete. La potenza dei social, la possibilità di insultare senza confronto, diventa un rischio quotidiano per le giovani generazioni. “È fondamentale attivare nel Paese un'azione educativa nei confronti delle nuove generazioni, che devono essere accompagnate ad abitare questi nuovi mondi, in particolare nell'ambito dei social e del web, come comunità all'interno delle quali esercitare le relazioni positive”. Occorre un'educazione a stare in rete. I pericoli sono reali. Si va dall'adescamento virtuale al sexting, la divulgazione di selfie e video sessualmente provocanti. Anche le relazioni amorose vivono una nuova fase; si trasformano e diventano connesse. Obiettivo del Moige è supportare i ragazzi proprio nell'acquisizione di competenze per gestire i rapporti interpersonali.

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