Cybersicurezza, giornata europea protezione dei dati

30 gen 2020

In un mondo e in una vita super connessa ogni atto digitale è una traccia non cancellabile. Il confine tra pubblico e privato è sempre più valicabile, vulnerabile, e in questo scenario la protezione dei dati fa tutt'uno con la sicurezza nazionale. Secondo i numeri forniti dal garante per la privacy, Antonello Soro, nel 2019 il cyber crime è cresciuto del 17% a livello mondiale, rispetto al 2018, e le previsioni non sono positive: “Non c'è una pienissima consapevolezza del valore del dato, il valore del dato che ha un valore economico, come noto, sennò non si cercherebbe di rubarlo, ma un valore anche - questo per noi è molto importante - di oggetto di un diritto fondamentale, che è il diritto alla nostra vita privata, proiettata nella dimensione digitale”. Il rischio forse, già realtà, che nella competizione commerciale per il 5G, che è anche egemonia politica, le reti diventino un mezzo per acquisire ulteriormente dati e profili. “Anche la cyber war, quindi la guerra economica, fatta attraverso i sistemi innovativi e tecnologici, diventa mondiale, globale, e quindi bisogna essere pronti a trovare tutti gli antidoti, senza però negare la possibilità dello sviluppo del Paese”. Secondo i dati forniti in anteprima dal Clusit, l'associazione per la sicurezza informatica, nel 2019 sono aumentati i casi di spionaggio e sabotaggio. Target multipli: siti governativi militari, settore sanitario e un obiettivo privilegiato. “I numeri ci dicono che gli attacchi stanno aumentando moltissimo. Ci sono alcuni settori dove si sta particolarmente innalzando, e uno è il cloud”. Per difendersi al singolo non rimane che l'uso consapevole e protetto dei suoi dati, sapendo che attraverso essi può essere orientato, se non manipolato, il suo comportamento nei consumi, nei pensieri e anche nelle scelte politiche.

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