Dalle autonomie alla Russia, i nodi di Governo

17 lug 2019

Li andiamo a vedere insieme quelli che abbiamo chiamato i nodi del Governo. I migranti, il Decreto sicurezza e, ancora, il caso Metropol, quindi il caso sulla Russia, la legge di bilancio e le autonomie. Nel dettaglio. Nel dettaglio li guardiamo. Partiamo da quello che in questa fase sembra essere in realtà meno complicato, cioè la questione migranti. Resta una linea di assoluta durezza da parte sia del Movimento 5 Stelle che da parte della Lega. Un Decreto sicurezza bis rallentato in questo momento nel suo iter di approvazione, ma le distanze, dicevamo, fra Matteo Salvini e Luigi Di Maio sono ancora molto forti. Pochi giorni fa Luigi Di Maio ha usato parole abbastanza stizzite nei confronti dell'altro Vicepremier. Ve le faccio sentire. “Se il Ministro dell'Interno dice che si sente solo, vorrà dire che, se non gli possiamo neanche rispondere che ci sono strade di medio e lungo termine alternative per risolvere questo problema per sempre, vorrà dire che gli manderemo un peluche, che vi devo dire”. E poi c'è la questione autonomie. Un testo, anzi parecchi testi che ancora devono arrivare in Parlamento, e sul quale c'è un confronto quantomai acceso. Il Ministro Lezzi considera quei testi, così come sono stati in questa fase elaborati, costituzionalmente non validi, non così la Lega. Conte sta cercando ovviamente di mediare in questa fase, ma c'è un ruolo, che è quello dei Presidenti di Camera e di Senato, che sarà importantissimo in una fase successiva. Ieri il Presidente della Camera, Roberto Fico, ha detto chiaramente quale sarà il suo atteggiamento, ovvero un atteggiamento inflessibile. Il Parlamento deve poter dire la sua. Andiamo a sentirlo. “È impensabile che il Parlamento sulla cessione di potestà legislativa alle regioni dove c'è un'intesa fra il Governo e le regioni non abbia un ruolo centrale. Su questo io sono e sarò inflessibile. Parlamento luogo centrale di discussione, luogo centrale di discussione sostanziale su provvedimenti o disegni di legge rispetto alle autonomie. Dovrà passare tutto in Parlamento, in un percorso che sia serio, costruttivo, sostanziale, emendabile”. Poi la manovra. Si approva in autunno, eppure già ci si sta scontrando anche su quella. Quella convocazione dei sindacati al Viminale con il Ministro dell'Interno, certo, non è piaciuta al Presidente del Consiglio, non è piaciuta all'altro Vicepremier, Luigi Di Maio. Si dibatte sulla flat tax. La Lega la vuole, oggi è tornato a ribadirlo l'ex Sottosegretario Siri. Era a quel tavolo, cosa che ha infastidito non poco gli alleati del Movimento 5 Stelle, Movimento 5 Stelle che oggi, proprio attraverso Luigi Di Maio, invece, rilancia sulla necessità di andare a ridurre il cuneo fiscale. “Sono io il Presidente del Consiglio, la manovra si fa a Palazzo Chigi”, aveva detto qualche giorno fa proprio il Presidente del Consiglio, Conte, e quelle parole hanno creato ulteriore freddezza con il Vicepremier Salvini. Andiamo a sentire anche Conte. “Se però oggi qualcuno pensa che non solo si raccolgono le istanze da parte delle parti sociali, si raccolgono quindi le loro proposte, ma anticipa temi, dettagli, di quella che ritiene dovrebbe essere la manovra economica, ecco, questo non è corretto affatto. Si entra sul terreno di scorrettezza istituzionale, anche perché, evidentemente l'ho già detto, la manovra economica viene fatta qui, col Ministro dell'Economia e tutti gli altri Ministri interessati. Non si fa altrove, non si fa oggi, e i tempi - tengo a precisarlo - li decide il Presidente del Consiglio, sentiti gli altri Ministri, in primis il Ministro dell'Economia”. E infine l'argomento di queste ore, i rapporti tra la Lega e la Russia, tra Salvini e Mosca. Il Movimento 5 Stelle propone una Commissione d'inchiesta che chiarisca come vengono approvvigionati i vari partiti, da dove arrivano i soldi ai vari partiti. La Lega, noi sappiamo, con Salvini in questa fase non vuole andare a riferire in Parlamento. Di fatto ieri c'era stata una piccolissima apertura da parte del leader del Carroccio. Aveva detto “rispondo al questione time”, ma sul resto era stato quantomeno sprezzante, e lo è stato anche oggi. Ha parlato poco fa. Andiamo a sentire le sue parole e poi la linea torna a voi. Ecco Salvini: “Io ho già detto che io riferisco sulle cose vere, che esistono, non sulla fantasia”. “C'è un'inchiesta però”. “C'è un'inchiesta aperta da mesi. Bene, la chiudano. Siamo assolutamente tranquilli”.

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