Dieci articoli per combattere le discriminazioni e violenze riguardo l'orientamento sessuale, il genere, l'identità di genere e le persone con disabilità. Il disegno di legge Zan interviene su due articoli del Codice Penale e amplia la legge Mancino, inserendo accanto alle discriminazioni per razza, etnia e religione anche altri odiosi attacchi alla persona. Secondo chi non vuole la legge, come la destra e alcune frange del mondo cattolico e delle sue gerarchie, minaccerebbe la libertà di opinione e sarebbe inutile perché i reati di omotransfobia rientrano già in un aggravante comune del Codice Penale. L'articolo 4 del disegno di legge specifica che sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni, nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee e la libertà delle scelte purché non idonea a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti. Attualmente l'articolo 604 bis del Codice Penale punisce chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico e chi istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Nel nostro ordinamento giuridico non esiste una specifica aggravante per i casi di omotransfobia, chi è contrario al ddl sostiene però che questo tipo di crimini sarebbe già compreso nell' articolo 61 del Codice Penale che si occupa delle circostanze aggravanti comuni applicabili a qualsiasi reato. I motivi che stanno alla base dell'omotransfobia, spiega chi sostiene il ddl, nascono da un odio puntuale. Non colpiscono la persona per ciò che fa ma per ciò che è, esattamente come il razzismo. Le scuole provvederanno alle attività di prevenzione e contrasto e l'Istat dovrà fare delle indagini con cadenza triennale su questo tipo di discriminazioni.























