Ddl Zan e Vaticano, Draghi: Stato italiano è laico

23 giu 2021

Stato Italiano laico. Parlamento libero di discutere e decidere, valutando merito e forma, laddove per forma s'intende il pieno rispetto dei principi costituzionali e quindi degli accordi internazionali, tra questi il Concordato. Risponde così il Presidente del Consiglio Mario Draghi, riferendo alle Camere, in vista del Consiglio Europeo, a chi sollecita un suo intervento a poche ore dalla pubblicazione della nota della segreteria dello Stato Vaticano che chiede di modificare il provvedimento contro l'omotransfobia, già approvato alla camera e fermo da mesi a Palazzo Madama. "É che il nostro è uno Stato laico, è uno Stato laico quindi non è uno Stato confessionale, quindi il Parlamento è libero, certamente libero di discutere, ovviamente, il nostro ordinamento contiene tutte le garanzie per assicurare che le leggi rispettino sempre i principi costituzionali" É la risposta del Governo che segue la vicenda del ddl Zan, dal nome del deputato Pd, primo firmatario, ma che non entra nel merito perché, aggiunge il Premier: questo è il momento del Parlamento. La Santa Sede fa riferimento al Concordato dell'84 per spiegare uno dei principali timori del Vaticano, la messa in discussione delle libertà di organizzazione della Chiesa e di pensiero per i fedeli. Un tema che divide da sempre le forze politiche e così ora l'ampia maggioranza. A Palazzo Madama, non è un caso, la conferenza dei capigruppo non raggiunge l'intesa su l'iter del provvedimento. A decidere, votando, sarà l'aula il 6 luglio. "Se noi cambiamo il testo al Senato e lo modifichiamo, il testo rischia di arrivare ad un binario morto. Tempo per approvare una legge di questo tipo non ce n'è molto." "Considero un po' schizofrenico l'atteggiamento della sinistra italiana, su questo tema, perché leggo, ad esempio, il collega Zan che il giorno prima dice di essere contento del fatto che la Commissione europea mandi una lettera ingerendo in una legge che è stata approvata dal Parlamento ungherese e il giorno dopo si dice scandalizzato che lo Stato del Vaticano mandi una lettera ingerendo in una legge approvata dal Parlamento italiano." Questione che resta aperta e non poco.

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