Decreti sicurezza, si cambia

17 feb 2020

Il simbolo della discontinuità è quasi pronto. La modifica dei decreti sicurezza, fin dall'inizio uno degli obiettivi dichiarati del Governo giallorosso, è all'attenzione della Presidenza del Consiglio e dopo l'esame del tavolo sulla sicurezza, uno dei tanti che il premier Conte ha voluto per stilare la cosiddetta Agenda 2023, sarà probabilmente oggetto di un decreto legge. Non solo terrà conto delle osservazioni che la Presidenza della Repubblica aveva espresso sulle norme firmate Matteo Salvini, allora Ministro dell'Interno. L'attuale titolare del Viminale, Luciana Lamorgese, è andata più a fondo. Vediamo. Innanzitutto cambia il regime sanzionatorio per le ONG e le loro navi in missione di soccorso che violano i divieti di ingresso in acque italiane. La multa, prevista attualmente fino a un milione di euro, dovrebbe tornare da 10 a 50000 euro. Dovrebbe essere cancellata anche la confisca delle imbarcazioni alla prima violazione del divieto. Novità importanti anche per la gestione dei migranti a terra. Non ci sarà un ritorno ai permessi umanitari, ma l'importante aumento degli irregolari ha spinto Lamorgese ad ampliare la protezione speciale, che riguarderebbe con la nuova norma le persone con disagio psichico, di particolare vulnerabilità, vittime di tratta di esseri umani e i nuclei familiari. Dovrebbe poi essere ripristinata nei comuni l'anagrafe per i richiedenti asilo. Chi è in attesa del permesso di soggiorno potrà tornare ad usufruire dei servizi legati alla residenza, in particolare quelli sanitari. Si torna alla vecchia regola anche per l'ottenimento della cittadinanza. L'iter burocratico per i diciottenni, figli di cittadini stranieri nati e cresciuti in Italia, durerà al massimo 24 mesi, con la regola del silenzio-assenso.

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