Dem in pressing su Letta, bufera su Casalino: nel pd cancri da estirpare

09 mar 2021

Per ora l'unica cosa certa è la data confermata per domenica 14 marzo, quando l'assemblea nazionale del Pd si riunirà da remoto per decidere come procedere dopo le dimissioni di Nicola Zingaretti. Andare verso un Congresso anticipato è difficilissimo da gestire nel bel mezzo di una pandemia, oppure se l'ex segretario non cederà agli appelli a tornare sui suoi passi, eleggere la nuova guida capace di gestire una fase impegnativa con l'esperienza del Governo Draghi, il rapporto traballante con Movimento 5 Stelle e le amministrative in autunno. I nomi di possibili candidati si rincorrono di corrente in corrente, le varie anime del Pd cercano di evitare una resa dei conti. In queste ore si sta facendo sempre più intenso il pressing su Enrico Letta, all'ex premier guardano in tanti con attenzione e una certa speranza. Lui da Parigi ha fatto solo filtrare la preoccupazione per il partito che ha contribuito a fondare. Tra i primi nodi che dovranno essere sciolti c'è sicuramente l'alleanza col Movimento 5 Stelle che in queste ore inciampa anche sulle parole pronunciate da Rocco Casalino, che a proposito di Pd e di alcuni suoi esponenti, parla di cancri da estirpare. Contro di lui la levata di scudi è totale e i dem chiedono all'ex premier Conte e al Movimento di chiarire e dissociarsi. Conte che dopo il faccia a faccia con Grillo sta ancora lavorando alla riorganizzazione di un movimento sempre più diviso tra chi cerca una ricomposizione con Rousseau e l'anima più vicina di Di Battista e Casaleggio che potrebbero puntare ad un vero e proprio divorzio, sebbene il figlio del fondatore nelle ultime ore abbia smorzato i toni e parlato del manifesto in arrivo nelle prossime ore come un codice etico, lasciando per ora la porta socchiusa.

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