Di Maio: taglio parlamentari atteso 30 anni

21 set 2020

Il taglio dei parlamentari era una riforma che aspettavamo da trent'anni, punto cardine del programma di Governo del Movimento 5 Stelle, e di questo dobbiamo essere molto soddisfatti. Sono molto soddisfatto e ringrazio tutti coloro che hanno lavorato al risultato di questo referendum, in primis il capo politico Vito Crimi. Da oggi in Italia il numero dei parlamentari eletti torna in linea con quello di tutte le grandi democrazie occidentali. Un risultato che porta l'Italia a guadagnare ulteriore credibilità internazionale in uno dei momenti più difficili della sua storia. Il taglio dei parlamentari mi rende felice e orgoglioso prima di tutto come cittadino italiano. Erano vent'anni che l'Italia non raggiungeva un risultato simile. Gli italiani avevano sempre bocciato ogni proposta negli ultimi vent'anni, ogni proposta che passasse per un referendum costituzionale. Oggi invece siamo di fronte a cittadini italiani che in maggioranza hanno detto sì alla nostra proposta di taglio del numero dei parlamentari. È un segnale positivo di riavvicinamento tra la politica e i cittadini, perché per la prima volta le proposte dell'una e dell'altra parte coincidevano e hanno trovato espressione in un risultato che soprattutto negli ultimi giorni non era assolutamente scontato. Il nostro compito adesso è guardare avanti e cogliere le nuove opportunità che si apriranno davanti a noi. Una di queste non può non riguardare la normalizzazione degli stipendi dei parlamentari. In questa campagna referendaria una delle bandiere del no è stata proprio questo: agire sugli stipendi piuttosto che sul taglio del numero degli eletti. Bene, visto che c'è convergenza su questo aspetto, voglio rivolgere un invito sia al fronte del sì che al fronte del no: uniamoci per raggiungere un altro importante risultato. Riduciamo anche gli stipendi dei parlamentari dopo il numero dei parlamentari. La sensazione in questi giorni, ma potrei sbagliarmi, è stata che qualcuno sperasse in una vittoria del no perché in fondo sperava in una nostra sconfitta e in una mia sconfitta. È stata costruita una narrazione secondo cui questo referendum rappresentasse una consultazione o su di me o sul Movimento 5 Stelle, un referendum a cui ha prevalso nettamente il sì con una percentuale ragguardevole di affluenza e quasi il 70% della popolazione italiana ha scelto di voltare pagina e di accompagnare l'Italia in una nuova fase.

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