Discorso di fine anno di Mattarella: Italia riscuote fiducia

01 gen 2020

L'Italia vista dall'alto, l'Italia vista dall'estero, l'Italia ammirata e che ce la può fare. Italia che deve restare unita di fronte alle difficoltà e alle delicate sfide del futuro. Sergio Mattarella, nel tradizionale messaggio per gli auguri di fine anno, dipinge un Paese che non è quello dell'odio sul web e sui social, spesso artefatto da finti profili che deformano i fatti e alimentano i falsi, ma della fiducia e della coesione, dello stare insieme. La comunità che vince e supera i problemi è una comunità che parte da una chiara stimate identitaria nella e per la sua arte, per la sua cultura, i suoi paesaggi, ma soprattutto per il suo popolo, come molti Capi di Stato e di Governo manifestano in visita al Quirinale. Tra loro la governatrice canadese e il dono di uno scatto della penisola dallo spazio. Una prospettiva diversa per pensare al presente con i suoi problemi, ma anche e soprattuto il futuro. “Incisiva nella nostra Europa e nell'ente è la comunità internazionale”. Popolo ammirato per le sue capacità di dialogo e di rispetto reciproco. “L'Italia riscuote fiducia. Quella stessa fiducia con cui si guarda da fuori verso il nostro Paese deve indurci ad averne di più in noi stessi, per dare corpo alla speranza di un futuro migliore.” Fiducia, ma anche responsabilità a tutti i livelli, a cominciare dalla politica che deve dare risposte concrete e tempestive. Guardare avanti al futuro e futuro vuol dire giovani, da sempre nei pensiero del Capo dello Stato. “Occorre al tempo stesso investire molto sui giovani. Diamo loro fiducia, anche per evitare l'esodo verso l'estero. Diamo loro occasione di lavoro correttamente retribuito. Favoriamo il formarsi di nuove famiglie.” Giovani da aiutare per creare famiglie e progetti di vita, valori che significano senso civico, aiuto e rispetto. “E' una virtù da coltivare, insieme, quella del civismo, del rispetto delle esigenze degli altri, del rispetto della cosa pubblica. Argina aggressività, prepotenze, meschinità, lacerazioni delle regole della convivenza.” Ricorda l'Italia dei disabili, della libertà di essere differenti, quella dei Vigili del fuoco morti nell'Alessandrino, quella del Sindaco di Rocca di Papa e il suo sacrificio per mettere in salvo tutti i dipendenti. Un mosaico fatto di tessere preziose che compone la società italiana. La racconta con orgoglio il Presidente della Repubblica, dalle università ai centri di ricerca, alle forze dell'ordine, al mondo della sanità e della cultura. Un Paese, ricorda il Capo dello Stato, che ha bisogno di preparazione e competenze perché solo così potrà essere più solido.

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