Dl scuola, tensione in aula. Governo promette maggiori fondi

05 giu 2020

Una scuola fatta anche di plexiglas e un decreto scuola di cristallo, che rischia di rompersi nel suo passaggio parlamentare. Perché il decreto scade domenica e le opposizioni minacciano di farlo decadere se non si troverà un accordo su alcuni punti è questa l'istantanea su un tema cruciale su cui il Governo continua a lavorare con le parti sociali e in Parlamento. La Ministra dell'Istruzione Azzolina, ha delineato lo scenario con cui a settembre si tornerà in classe. Non è escluso l'uso del plexiglass a dividere i banchi e gli alunni e la possibilità di fare lezione anche in musei, teatri e cinema. La ministra dice no ai doppi turni degli insegnanti e ricorda i 400 milioni messi in cantiere per la fibra ottica nel caso si debba tornare alla didattica a distanza, nella scuola, fino ad ora il Governo ha investito nero su bianco nel decreto rilancio 1,4 miliardi e per dirne una, tre miliardi per Alitalia. L'Azzolino annuncia però, risorse in arrivo per oltre quattro miliardi di euro. Sul decreto scuola le opposizioni stanno facendo propaganda sulla pelle di studenti e insegnanti, mettendo a rischio quattro risultati importantissimi: i fondi per la sicurezza sanitaria, 16 mila assunzioni di precari, la possibilità per i Sindaci di fare interventi di edilizia scolastica e lo svolgimento della maturità in sicurezza. Il piano del governo però deve superare il vaglio del Parlamento. In aula, tanta tensione, la Lega espone uno striscione con la scritta: "Azzolina, bocciata." La seduta viene immediatamente sospesa. Il decreto deve essere convertito entro domenica se decadesse sarebbero a rischio gli esami di maturità e secondo il capo politico dei 5 stelle, Crimi, anche l'assunzione di 16 mila insegnanti. Colossali bugie, rispondono dall'opposizione. Permettemi di ringraziare in questo momento, i deputati e i parlamentari della Lega, che da due giorni e due notti sono in aula alla Camera dei Deputati a combattere sul decreto scuola. Il Plexiglass per chiudere i bimbi nelle aule scolastiche. Resteremo qui anche sta notte se sarà necessario. C'è però un obiettivo condiviso da tutti, tornare in classe a settembre. Sindacati ed enti locali chiedono più risorse e progetti aderenti e realizzabili nella realtà. Il governo valuta anche l'utilizzo di spazi come teatri e tendoni in aggiunta ad interventi di edilizia leggera, per permettere a tutti di rientrare in classe. Per gli interventi, invece pesanti, strutturali e duraturi, bisognerà aspettare i soldi in arrivo dall'europa.

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