Dl semplificazioni, via libera "salvo intese"

07 lug 2020

Il Decreto Semplificazioni è stato approvato, salvo intese e nel cuore di questo provvedimento c'è la volontà di far ripartire i cantieri. Verranno indicate delle opere prioritarie in cui i commissari che potranno essere nominati entro fine anno, ma anche le stazioni appaltanti, potranno operare in deroga a tutte le norme, tranne quelle naturalmente antimafia, penali e di sicurezza sul lavoro. E su questo c'è stato scontro all'interno del Governo, tanto che quelle opere, i nomi di quelle opere, ancora non sono indicati, cioè non sono nel Provvedimento che è stato varato dal Consiglio dei Ministri quest'oggi, questa notte, ma sono demandati a un provvedimento successivo del Ministero delle Infrastrutture e naturalmente c'è attesa per conoscere quali saranno queste opere, chi saranno i commissari che potranno agire, diciamo così, al di sopra, in deroga, delle norme e soprattutto ci sono dei cambiamenti importanti per quanto riguarda l'abuso d'ufficio, all'interno di questo Decreto Semplificazione, anche lì è scontro nel Governo perché Italia Viva fa mettere nero su bianco nel testo, nel verbale, del Consiglio dei Ministri, di non essere d'accordo con la modifica che c'è stata per quanto riguarda l'abuso d'ufficio. Alcuni punti fermi però ci sono all'interno di questo provvedimento, bisogna dirlo, soprattutto, la via della semplificazione digitale per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione, anche riguardo la responsabilità degli amministratori. Sono tutte norme che cambiano e che rendono molto più veloce la possibilità di ricevere un certificato, approvare una modifica. Pensiamo solamente la Conferenza dei Servizi Unificata che deve riunirsi per dare il via libera ad un'opera nelle nostre città, soprattutto nelle città metropolitane come Roma, ma anche altre in Italia, bene, si stabiliscono dei tempi certi, vengono date delle sicurezze per quanto riguarda la possibilità di agire senza dover, diciamo così, avere il timore di incappare in qualche procedimento perché non si è rispettata qualche piccola norma. Ci saranno, ci sarà oggi una conferenza stampa, intorno alle 11.00, 11.30, da parte del Presidente del Consiglio proprio per spiegare queste norme. Presidente del Consiglio che aveva bisogno di questo via libera, perché lui stesso ha definito il Decreto Semplificazioni, la madre di tutte le riforme che gli permetterà di andare in Europa a mostrare un'Italia che cambia passo, cambia marcia, sul fronte delle riforme in procinto di accedere a quel Recovery Fund che è il pilastro su cui poggiare tutte queste intenzioni, perché naturalmente, tutte queste trasformazioni hanno bisogno di un sostegno economico e finanziario importante che è rappresentato da quel ponte di denaro che dovrebbe arrivare da Bruxelles attraverso il Recovery Fund, ma l'Italia deve dire come intende spendere quei soldi per poter accedere, per poterli ottenere fino all'ultimo centesimo. Vedremo quello che succederà nella giornata di oggi. I nodi rimangono, alcune certezze ci sono, si capirà, anche dalle parole del Presidente del Consiglio, quanto sarà veloce questa transizione per un'Italia che cerca di cambiare pelle, soprattutto su uno dei fronti più difficili, più resistente al cambiamento, quello della burocrazia della Pubblica Amministrazione che da oggi, almeno si spera, nelle intenzioni del Governo, dovrebbe subire una accelerazione e un cambiamento molto, molto profondo. Vedremo quello che succederà anche sul fronte degli appalti e come reagiranno naturalmente tutto il mondo imprenditoriale che sta aspettando questo provvedimento per capire se si può ripartire in sicurezza, sbloccando quello che fino adesso è rimasto bloccato, non solo per l'emergenza Covid, ma anche per una burocrazia delle norme che hanno di fatto impedito di poter portare avanti le opere erano state messe in cantiere.

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