Draghi in Libia: momento unico per ricostruire amicizia

08 apr 2021

E' la prima missione all'estero ed è di importanza strategica. Mario Draghi stringe la mano al premier Abdul Hamid Dbeibeh Primo Ministro del Governo di Unità Nazionale in Libia in un momento decisivo per il processo di riunificazione, grazie alla piena legittimità parlamentare ottenuta dal nuovo governo. Il Premier italiano e il Primo Ministro libico indicano il completo cessate il fuoco come presupposto fondamentale della ripartenza. Il momento è unico per ricostruire quella che è stata un'antica amicizia e una vicinanza che non ha mai conosciuto pause. Il pre-requisito per poter procedere con coraggio e con decisione è che il cessate il fuoco continui e venga strettamente osservato. C'è voglia di ripartire in fretta, dice Draghi, ricordando come la nostra Ambasciata non abbia mai chiuso, nemmeno durante le fasi più difficili del conflitto. La Libia è anche il punto d'approdo dei flussi migratori che da quelle spiagge spesso partono verso l'Italia. E' anche la sede di campi dove sono stati evidenziati maltrattamenti sui migranti. Noi esprimiamo soddisfazione per quel che la Libia fa, per i salvataggi e nello stesso tempo aiutiamo e assistiamo la Libia ma il problema non è solo geopolitico è anche umanitario. L'obiettivo comune è l'aumento degli interscambi per riportarli ai livelli di 10 anni fa ripartendo dal Trattato di Amicizia del 2008 firmato da Berlusconi e Gheddafi. Il quadro però ora è molto diverso: la partita dell'energia non è ancora messa in sicurezza, nonostante le rassicurazioni libiche, e poi gli aeroporti le infrastrutture le reti indispensabili per il paese. In Libia c'è ancora molto da costruire e ricostruire. L' Italia prova a tornare in prima fila nonostante la cresciuta influenza, in differenti parti del paese, di Turchia e Russia e della Francia da sempre interessata a dare continuità territoriale alla sua presenza economica sulla sponda sud del Mediterraneo.

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