Draghi, Partiti plaudono: bene su stabilità e continuità

22 dic 2021

Gli elementi ci sono tutti e sono sul tavolo. I partiti plaudono e guardano nella direzione auspicata, quella della stabilità e della continuità d'azione del Governo, mentre sull'ipotesi secca di Draghi al Quirinale c'è più cautela, almeno nei commenti ufficiali. Mario Draghi invoca compattezza, essenziale per proseguire il lavoro fatto su vaccini, PNRR e obbiettivi. Un operato che deve continuare indipendentemente da chi ci sarà, dice. Le parole del premier, nella conferenza stampa di fine anno, sono musica per le orecchie delle forze politiche, che continuano a temere per le sorti della legislatura in caso di salita al Colle dell'attuale Presidente del Consiglio. Bene Draghi, la legislatura vada avanti fino al suo termine naturale, il commento del PD. "Il Governo, con il sostegno del Partito Democratico, ha fatto il massimo per fronteggiare l'emergenza sanitaria e per rilanciare l'economia e ora, nel 2022, bisognerà tutti insieme eleggere un Presidente della Repubblica che rappresenti l'unità nazionale". Apprezzamento che arriva anche dai 5 Stelle che aggiungono c'è ancora tanto lavoro da fare, serve continuità. Tema su cui anche la Lega insiste, accanto all'apprezzamento per il lavoro svolto il Carroccio esprime infatti preoccupazione per eventuali cambiamenti che potrebbero creare instabilità. "Draghi tiene insieme tutto questo, nel nome della lotta alla pandemia e all'emergenza socio-economica, chiunque non sia Draghi ovviamente avrebbe molto più difficoltà". Continuità chiesta pure da Forza Italia che rimarca la stima nei confronti del capo dell'esecutivo di fronte al difficile lavoro che sta portando avanti. Autocelebrazione, nessuna ammissione di colpa, in una conferenza che sembrava di fine mandato, osserva critica invece Giorgia Meloni, secondo cui gli obiettivi del Governo non sono stati affatto raggiunti. Nei prossimi giorni vertici, incontri e contatti si intensificheranno. Manovre al via, quelle vere, ma ora le carte sono sul tavolo e come dice Draghi, a decidere sarà il Parlamento, a cominciare dalla maggioranza che difficilmente, se dovesse spaccarsi sul voto per il Colle, potrebbe poi andare avanti.

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