Draghi: su Colle non rispondo. Berlusconi all'attacco

10 gen 2022

Mario Draghi lo dice subito, "non rispondo a domande sul Quirinale". Ma alla domanda se ritenga di dover continuare a guidare il Governo, Draghi evita di dare una risposta definitiva, in un senso o nell'altro, dando comunque alcune indicazioni indispensabili come quella dell'unità delle forze politiche. Un doppio dribbling secco, in una partita, quella per il Colle, che si fa sempre più aspra. Perché Silvio Berlusconi, un suo possibile avversario per il Colle, è entrato a gamba tesa sull'ipotesi Draghi Presidente della Repubblica. Senza di lui, il premier avrebbe confidato ai suoi, Forza Italia uscirebbe dalla maggioranza. Molti non sembrano intenzionati a votarlo perché, è il ragionamento del leader azzurro, la sua elezione si tradurrebbe inevitabilmente in elezioni anticipate. "Parole gravi se vere", è il commento del segretario dem Enrico Letta, che si aspetta una smentita. Berlusconi intanto tra poche ore sarà a Roma, nel vertice del centrodestra potrebbe sciogliere ufficialmente la riserva sulla sua candidatura al Colle. Una candidatura che il segretario del PD Enrico Letta boccia alla radice, "Berlusconi è un capo di partito, è divisivo per definizione. Non è questo il momento del muro contro muro", scandisce Letta, che giovedì riunirà il PD per fare il punto sulla corsa al Colle. Tra due settimane esatte l'aula della Camera vedrà andare in scena il primo scrutinio, con la variante Covid che ha imposto ritmi diversi e giocoforza più lenti per lo spoglio. Un voto al giorno, anche questa potrebbe essere una spinta per arrivare, quanto prima, ad un'intesa tra i partiti. Se c'è ed esiste una strada comune, ora è tempo di cominciare a cercarla davvero.

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