Elezioni europee, dalle urne buon risultato per Pd e Fdi

27 mag 2019

Non è l'arrivo, ma la ripartenza. Forte del risultato alle europee, Nicola Zingaretti guarda avanti e vede, nell'affermazione della lista unitaria guidata dal PD il pilastro per costruire non solo l'opposizione, spiega, ma l'alternativa a quello che definisce il governo Salvini. Convinzione rinforzata dai riscontri che arrivano dai tanti Comuni al voto per le amministrative, un rinnovato bipolarismo sull'asse destra sinistra, una coalizione che trova una buona base di un nuovo inizio, ragiona Zingaretti, nei numeri del voto di domenica. Continuare a scommettere sull’allargamento la rigenerazione, la ricostruzione di una nuova alleanza di centrosinistra. Già il voto europeo ci consegna una novità: la lista unitaria +Europa più i Verdi, che sono i due soggetti che già alle elezioni politiche erano alleati del Partito Democratico, insieme hanno circa il 28% dei voti. Partiamo da qui. Nel frattempo il leader del PD vede un governo Conte molto più debole. “Se dovesse cadere - ribadisce – sarebbe giusto tornare subito al voto”. Su quest'ultima opzione concorda anche Giorgia Meloni, leader di un altro partito su tutt'altro fronte, uscito con slancio dalle europee. L'attuale Governo dovesse non avere più le condizioni per andare avanti, non ci sarebbe spazio per governi tecnici, per assoluzioni di palazzo per strade incomprensibili per gli italiani, perché c’è un'altra maggioranza in Italia, c'è un'altra maggioranza nella nazione, c'è un'altra maggioranza possibile che uscirebbe da libere elezioni e quindi l'unica alternativa sarebbero le elezioni. L'altra maggioranza che Meloni vede prender corpo è quella sovranista tra Lega e Fratelli d’Italia, tagliando fuori il partito di Berlusconi. Scenario che Forza Italia, però, respinge rilanciando sulla potenza di fuoco ancor maggiore, sancita dalle urne del centrodestra classico.

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