Fioramonti, stupito dal trattamento del M5S

27 dic 2019

Ancora non è dato sapere se è pronto al trasloco per dare vita ad un nuovo gruppo parlamentare, ma di certo i toni tra Lorenzo Fioramonti e i vertici del Movimento sono di chi ha già deciso di tagliare i ponti. L'ex Ministro affida a Facebook tutta la sua amarezza. Quello che mi stupisce è che tante voci della leadership del Movimento 5 Stelle mi stiano attaccando per aver fatto solo ciò che ho sempre detto. All'accusa di alcuni parlamentari grillini di non aver restituito 70 mila euro dello stipendio da parlamentare Fioramonti ribatte: il sistema delle restituzioni è farraginoso e poco trasparente, e annuncia di aver girato parte del suo stipendio ad un istituto di ricerca di Taranto. Ma il Viceministro del MiSE, Stefano Buffagni, insiste: se Fioramonti sogna di fare il capo politico o lanciare il suo movimento verde, sono fatti suoi legittimi, ma sono certo che se uscirà dal Movimento si dimetterà. Gianluigi Paragone, altro parlamentare grillino finito nel mirino per non aver votato la fiducia alla legge di stabilità, snocciola una lista di colleghi che non hanno restituito parte dello stipendio. “Visto che ai probiviri piace molto il rispetto delle regole, allora sarà bene che anch'io chieda l'intervento dei probiviri verso coloro che non hanno pagato nulla, e che lo sapevano. Tutti sapevano di questa situazione”. Per Nicola Zingaretti la scelta del successore di Fioramonti al Ministero spetta solo a Conte, che potrebbe parlarne alla conferenza stampa di fine d'anno tra poche ore. Un altro capitolo che fa fibrillare il Governo è quello della giustizia, con la nuova prescrizione, sospesa dopo il primo grado di giudizio, così com'è scritto nella riforma del Guardasigilli grillino Alfonso Bonafede, Ma ad Italia Viva e al PD la modifica va di traverso e i Dem hanno presentato un disegno di legge che mette un tetto allo stop della prescrizione di circa tre anni e mezzo. “Vorremmo una giustizia efficace, vorremmo leggi e norme fatte per i cittadini, norme di sistema e non norme fatte contra personam o ad personam”. Per la Lega l'addio al Governo di Fioramonti deve fare da battistrada a quello di Giuseppe Conte. “Ci troviamo di fronte a un Governo che aumenta le tasse, aumenta gli sbarchi, taglia fondi a scuola, università e ricerca. Conte ne prenda atto. Faccia un bel regalo agli italiani: si dimetta”.

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