Giustizia, scomparsa di Borrelli cade tra scandali e riforme

21 lug 2019

Lo stato della giustizia, i rapporti tra politica e Magistratura, il sentimento dell'opinione pubblica. La scomparsa di Francesco Saverio Borrelli cade in un momento particolare, dopo quasi 30 anni riapre vecchie polemiche mai scomparse del tutto sull'inchiesta mani pulite. Ma non solo, trova l'Italia in una fase in cui di nuovo la giustizia è al centro dell'attenzione, anche se per motivi e in un contesto molto diversi. L'inchiesta degli ultimi mesi sul caso Palamara ha dato un colpo forte in termini di credibilità e fiducia e anche per questo si torna a ragionare di riforma del settore. Il Ministro della Giustizia Bonafede ha messo a punto una proposta complessiva che è già in bilico viste le bordate arrivate da Matteo Salvini. L'Associazione Nazionale Magistrati è tornata a discuterne, avvertendo: "diciamo no a una riforma punitiva ed emozionale". "Oggi prendiamo atto che ci sono dei testi normativi di riforma ordinamentale e di riforma del Consiglio che contengono, oltre ad alcune innovazioni positive, anche degli elementi di profonda criticità e su questi ci riserviamo, quando verrà richiesto di farlo formalmente, quindi vuoi con il Ministro vuoi nella Commissione di Giustizia, di far notare le criticità che noi riteniamo come tali e ovviamente di fare delle controproposte. l'ANM ha bollato come incostituzionale l'idea del Guardasigilli di introdurre il sorteggio per selezionare i magistrati destinati al CSM, anche se dopo una prima fase di voto nei collegi territoriali. La proposta Bonafede punta anche ad aggredire l'atavico problema della durata dei processi e per questo fissa un termine perentorio delle indagini preliminari in base alla gravità del reato. L'ANM non è convinta, mantre l'ipotesi piace agli avvocati. Altra novità messa in cantiere un forte rafforzamento delle figure di vertice degli uffici giudiziari, come procuratori e presidenti di tribunale. E qui il pensiero torna a Borrelli, che i suoi sostituti di allora definiscono oggi un capo vero, senza mai bisogno di dichiararsi o apparire tale.

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