Governatori: vogliamo negozi aperti dall'11 maggio

07 mag 2020

Le Regioni reclamano a gran voce libertà per poter rialzare le serrande, ancora accuse dal Governo, che però non molla la linea della prudenza. Questa volta non c'è stato nessun distinguo tra Regioni governate dal centrodestra e quelle amministrate dal centrosinistra. La richiesta è stata inserita in un documento messo ai voti della Conferenza delle Regioni. Abbiamo chiesto al Governo di anticipare all'11 maggio la riapertura del piccolo commercio al dettaglio, una categoria che sta soffrendo moltissimo e patisce la concorrenza dei grandi colossi web ed è compatibile con un sistema di sicurezza. Il pressing del governatore si fa incalzante anche perché la stagione turistica è alle porte e questo settore è ormai allo stremo. Penso che il prodotto turistico sia tra i primi da dover prendere in mano, ma non semplicemente perché sono in ginocchio, e questa è già una grande giustificazione, però penso che all'aperto, in spiaggia, osservando delle regole minimali, si possa assolutamente fare turismo. Il Premier Giuseppe Conte ha ripetuto più volte che se la curva dei contagi dovesse migliorare nel corso della fase due, il Governo non farebbe ostruzionismo contro la riapertura anticipata al 18 maggio. Il Ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, non molla quella data. Dall'11 maggio è previsto l'esame dei dati del monitoraggio del Ministero della Salute sul contagio da Covid-19, in base a quelli, dal 18 maggio – avverte – sono possibili differenziazioni regionali nelle riaperture. Anche il Presidente dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, del Pd, esorta il Governo ad una riapertura più coraggiosa: “Se i contagi continuano a scendere, Conte, deve anticipare le scadenze che aveva indicato”.

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