Governo al lavoro per cercare responsabili

18 gen 2021

Si continua a lavorare per garantire una maggioranza forte al Governo Conte, mentre il premier prepare il suo discorso alle camere. Le trattative per reclutare costruttori continuano, c'è ancora tempo per arrivare alla prova del Senato in una riunione di maggioranza alla quale non ha partecipato Italia Viva, si sono confrontati i ministro D'Incà e i capigruppo, proprio per limare e cordinare i prossimi passi. Nicola Zingaretti, alla direzione del partito democratico, convocata in maniera permanente in questi giorni di crisi, ha lanciato un appello alle forze liberali ed europeiste che è necessario far convergere, ha detto il segretario, per allargare la maggioranza e mettere in salvo il Governo ed evitare una crisi al buio. Una cosa è rilanciare, rinnovare, cambiare, aprirsi, mettersi in discussione, per essere adeguati alle sfide che abbiamo davanti, altra cosa è distruggere, avere un approccio liquidatorio, aprire una crisi al buio che a mio giudizio ivece rappresenta l'opposto dela vlontà di migliorare l'azione di Governo e di affrontare il problema delle persone. La linea dura dei dem contro Matteo Renzi viene pienamente condivisa dal Movimento 5 Stelle, in un post su Facebook l'ex capo politico ha ribadito la compattezza del movimento intorno al premier, è il momento di scegliere da che parte stare, ha scritto, da un lato ci sono i costruttori, dall'altro i ditruttori. Da Italia Viva continuano ad arrivare segnali distensivi, Matteo Renzi allontana da se l'etichetta di ditruttore, convinto che senza i suoi al Senato, il Governo non arriverà ad aver la maggioranza assoluta. Sarebbe un bene per il Paese, afferma, se invece di andare a caccia dei responsabili, tutti insieme facessimo un progetto di riforme, tutti, da Conte a Salvini, da Berlusconi a Di Maio, non un Governo, ma le regole del gioco si scrivono insieme. E intanto due suoi deputati annunciano che voteranno la fiducia al premier, Italia Viva dovrebbe astenersi sia alla camera che al senato, ma la partita con Conte potrebbe ancora riaprirsi. La crisi si risolve in due ore, la crisi, il Presidente Conte se vuole, la risolve oggi pomeriggio, non occorre neanche andare in aula, è il presidente del Consiglio che deve decidere come fare, se il presidente del Consiglio pensa che lui ha fatto tutto bene nelle relazioni, nei rapporti, nei contenuti, nei metodi, nei modi, allora si andrà avanti, se il presidente del Consiglio pensa che ci sono delle sue responsabilità su quello che è accaduto e che queste sue responsabilità non è che è pronto a dichiararle al Paese, ma è pronto a metterle sul tavolo in una riunione con la coalizione, allora i problemi si risolvono, si risolvono in due ore.

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