Governo cauto ma pressioni su riaperture dal 20 aprile

11 apr 2021

Si apre una settimana che molti sperano faccia da spartiacque su più fronti: su quello dei vaccini, che dopo l'ordinanza del Generale Figliuolo, dovrebbero andare più velocemente e coprire le categorie più fragili, gli anziani, su quello delle riaperture, dove pure la cautela dei membri del CTS continua ad essere massima, mentre il Ministro Speranza difende la scelta di aver puntato, prima di ogni altra cosa, alla riapertura delle scuole. Le pressioni per gli allentamenti delle chiusure non mancano, anche se dal Governo fanno sapere che in settimana non è prevista alcuna cabina di regia nella stessa maggioranza. Il centro-destra, ma anche il fronte delle Regioni, chiede che, con una curva dei contagi in flessione, già dal 20 aprile si allentino le misure nelle aree con un andamento epidemiologico migliore. "L'ipotesi che sta valutando il Governo, ovvero quella di poter aprire qualche attività entro fine aprile, considerando anche la situazione pandemica che sta vivendo il nostro Paese, è un fatto positivo". E, sempre in settimana, dovrebbero anche arrivare lo scostamento di bilancio, con una cifra intorno ai 40 miliardi di base per il prossimo Decreto Sostegno alle imprese, e non solo, a fronte di un mondo del lavoro sotto fortissima pressione ricordano i DEM. "Dopo questa pandemia ci saranno dei piani di ristrutturazione importanti per le aziende, ci saranno, ovviamente, mercati nuovi da consolidare e riconquistare, ci sarà la necessità di competenze, di riqualificazione professionale". Sulle chiusure, accusano da Fratelli d'Italia, non c'è alcun criterio ragionevole. "É inspiegabile e ingiustificabile tenere aperto alcune cose e chiudere i ristoranti, le palestre, che mettono in discussione l'intera filiera collegata al mondo dello sport, al mondo del turismo, al mondo della ristorazione". I timori, per l'emergere di tensioni crescenti, c'è e si guarda con una certa attenzione alla manifestazione, delle prossime ore, dei ristoratori del movimento "Io Apro", determinati a raggiungere piazza Montecitorio dove, solo la scorsa settimana, si sono avuti disordini. L'iniziativa non è stata autorizzata perché la piazza è già stata concessa ad altri manifestanti. Eppure gli organizzatori annunciano di voler circondare, pacificamente, il Parlamento.

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